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L’Inter si squaglia: tutto col Napoli!

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di Nina Madonna - L’ si squaglia! Il che aveva già fermato il addirittura al , così la Lazio e impensierito la , ha pato anche l’ in crisi esattamente come un anno fa.
La benzina di Spalletti, però, non è arrivata a Capodanno: nelle ultime 9 partite, Champions compresa, ha vinto solo 2 volte, solo a San Siro, con Frosinone e Udinese.

Ora l’ è più vicina al Milan, quinto a -6, che al , secondo a +8, avversario il 26 a San Siro.

Stavolta è stato Pellissier a punire la pochezza nerazzurra, che non sa chiudere le gare!
Lo ha fatto a tempo scaduto, da attaccante leggenda, che avrebbe potuto segnare anche prima perché nella mezzora finale i nerazzurri sono scomparsi senza un perchè!

Non è un disonore pareggiare contro l’ultima in classifica, se i veronesi hanno pareggiato le ultime 6 gare Il fatto è che questo passo falso si aggiunge ai troppi già compiuti dall’ negli ultimi due mesi.

L’ non è stata in difficoltà solo nel finale di partita, ma ha faticato anche in avvio, almeno fino al vantaggio di Perisic. Non ha mai davvero rischiato di prendere , però per quasi 40 minuti non ha creato praticamente nulla e ha sofferto il pressing a campo del . Giaccherini impediva a Brozovic di ricevere palla, Pellissier e Meggiorini mettevano pressione ai difensori, gli ni Joao Mario e Naingan non erano quasi mai liberi: in questo modo per i nerazzurri era tremendamente complicato e Spalletti non riusciva a sfruttare la superiorità tecnica dei suoi. Finché non è arrivata la soluzione: chiamare fuori dall’area per creare superiorità numerica davanti alla difesa veronese e liberare spazio per gli inserimenti di esterni e centrocampisti.

Così è successo al 39’: Maurito ha ripiegato e preso palla, quindi ha aperto sulla sinistra per D’Ambrosio il cui cross è stato messo in rete – piuttosto agevolmente in verità – da Perisic, il quale non segnava addirittura dal primo settembre.

In quel momento è cominciata un’altra partita. L’ l’ha presa in mano e ha fatto di per chiuderla immediatamente, sfiorando subito dopo il raddoppio (ancora un assist di per la percussione centrale di Joao Mario). E non si è fermata a inizio ripresa, nonostante Di Carlo abbia provato a dare maggior sostegno agli attaccanti cambiando modulo: dal consueto 4-3-1-2 è passato alla difesa a tre, con un centrocampo in linea a sostegno di Giaccherini (nel finale Birsa), Pellissier e Meggiorini (poi Stepinski).

L’ non è però riuscita a chiudere la contesa (deviazione bassa di Sorrentino dopo uno spettacolare triano -Perisic-) e allora il ha cominciato addirittura a rendersi pericoloso. Al 13’ Pellissier è stato fermato da Handanovic, quindi la partita è rimasta in inquietante equio, così come l’ansia di Spalletti, preoccupato per l’incapacità dei suoi di raddoppiare. Finché, a tempo scaduto, un lancio lungo è stato “spizzato” di testa da Stepinski in anticipo su de Vrij: alle spalle dell’olandese si è aperta una voragine nella quale si è infilato Pellissier, che l’ha messa dentro.

E pensare che, fino a quel momento, il centravanti da celebrare sarebbe stato un altro: , che adesso gioca per la squadra come mai lo avevamo visto fare, con continuità e profitto.
Se continua così diventerà tra i migliori del mondo.

Oggi, però, c’è solo rimpianto.
Il ista è amaro, e a Santo Stefano arriva il .

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