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L’Inter vince dopo 2 mesi, torna al 3°!

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di Nina Madonna - Due mesi senza vittorie (8 pari) sono troppi per tutti.
gurarsi per Spalletti, lodato no a dicembre, che ha il compito di portare l’ – adesso terza – in League.

Con il 2-1 al Bologna i 3 punti sono arrivati e l’allenatore ci ha messo del suo.
A regalarglieli, infatti, è stato Yann Karamoh, diciottenne francese nato in Costa d’Avorio, che Spalletti ha preferito a in un nuovo 11 iniziale, dove Brozovic ha fatto il trequartista dietro Eder, mentre Perisic ha giostrato da no a sinistra.

Qualcosa si è mosso e l’allenatore ne ha avuto conferma, anche della qualità di Ranha, in campo dal 13’ della ripresa al posto di un schiatissimo Brozovic… e dell’utilità di Lisandro Lopez.

Quest’ultimo non sarebbe entrato se Miranda ad inizio ripresa non si fosse infortunato (problema all’inguine), condizioni siche ne hanno condizionato la gara e l’errore che ha consentito al Bologna di pareggiare momentaneamente.

Lisandro Lopez è arrugginito (puntato due volte e due volte saltato), ma ha sico, esperienza, capacità di adattamento. Non bisogna lasciarlo uno contro uno perché la velocità è il suo debole.

L’ ha giocato un po’ meglio del solito.
Ma se non fosse rimasta in superiorità numerica, prima per l’espulsione di Mbaye (68’) e poi per il rosso diretto a Masina (90’), forse avrebbe subito l’ennesima rimonta.

La sindrome da ‘paura di vincere’, l’avrebbe stritolata. Se fosse mente accaduto, sarebbe stato un problema serio perché – dopo la Spal a Ferrara e il Crotone in casa – avrebbe cristallizzato una irreversibile.

Invece, pur soffrendo con l’uomo in più, l’ ce l’ha fatta e può guardare a classica (+2 sulla ) e calendario con ottimismo (domenica a Genoa contro i rossoblù).
Certo, il risultato è importante, ma giocare meglio è necessario.

Resto sempre convinto che l’artece di una rinascita globale sia Spalletti.
Ribadire che la società ha le sue colpe nell’averlo deluso sia al mercato estivo, sia a gennaio, non serve. Ma qui è Rodi e qui si deve saltare.

L’importante è che se non c’è (seconda assenza consecutiva) segni Eder (dopo 1′ e 30”, assist di Brozovic, messo in moto da Karamoh) e, quando bisogna chiuderla, ci sia un Karamoh che ci metta dinamismo, forza e precisione (18’ della ripresa: sinistro dal ite, dopo scambio rapido con Ranha).

Non è che l’ non abbia creato occasioni (traversa di D’Ambrosio al 3’ della ripresa), è che non è ancora in grado di gestire le varie fasi di una partita. Laddove la – stiamo parlando di una grande squadra – è maestra, i nerazzurri latitano, tentennano, sbagliano.

Sintomatico il del pareggio, subito al 25’ del primo tempo, per opera di Palacio. La palla era tra i piedi di Skriniar che ha affrettato il disimpegno sparando addosso a Miranda. Il brasiliano avrebbe potuto controllare con calma e invece ha svirato nendo per servire Palacio che, dopo un bellissimo controllo, ha insaccato.

Senza Karamoh (ma, lo ripeto, anche senza Ranha che, tra l’altro, ha provocato l’espulsione di Mbaye), probabilmente sarebbe nita così (se non peggio).

Invece Spalletti adesso sa che un’altra c’è e una migliore, fortunatamente, è ancora possibile.