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L’Inter come il Napoli: vince, non merita.

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di Nina Madonna - A Udine, come a Napoli, vince chi non merita. E Sarri trova la al 95’ in undici contro dieci per un’espulsione che non c’era, l’ risolve a 3 minuti dal 90’ con Perisic, decisivo anche nel del primo tempo. Mentre l’Udinese sprecava almeno 4 palle gol.

Partita divertente e piena di errori; epilogo poco equo.
Il primo tempo dell’Udinese più del vantaggio di misura con un gol, un palo e altre due grandi occasioni.

Il secondo dell’ – superiore dal 60′ – poteva sintetizzarsai nel tiro di Joao Mario deviato, a portiere battuto, da Widmer.
La differenza è che l’, individualmente, è superiore. Perisic, che ha colpito due volte, ma anche Handanovic, un portiere che il doppio di Karnezis. Infatti mentre lo sloveno sventa una conclusione di Fofana (6’) con una deviazione prodigiosa, il greco si è macchiato dei due errori che hanno deciso la partita.

Episodio numero 1, capitale. Minuto 47’ del primo tempo, dieci secondi di . viene pescato oltre la linea dei difensori. L’attaccante difende palla, si gira, vede Perisic libero e gliela recapita rapida. Il tiro del croato è prontissimo, ma, secondo intuizione , è giusto sul primo palo dove Karnezis, invece, arriva colpevolmente in rido.

E’ forse, questo, ancor più del gol della , l’attimo (e l’errore) che indirizza la partita. L’Udinese, che aveva colpito un palo con de Paul e sfiorato a il raddoppio con Jankto, l’autore del vantaggio, si sgonfia. L’, invece, si tonifica.

Nonostante ciò, Pioli ha bisogno di Joao Mario al posto di Banega. L’ingresso del ghese migliora la qualità della trama (nel primo tempo troppi passaggi sbagliati), ma non la pericolosità sotto la porta avversaria. Di fatto, l’unica opportunità – prima del quasi gol di Joao – è una punizione di Perisic, da posizione centrale, fuori di un palmo.

Poi, come detto, Karnezis ne combina un’altra. Su cross a mezza altezza di D’Ambrosio, il portiere dell’Udinese perde la palla che finisce sui piedi di Joao Mario per quello che dovree essere un tito a colpo sicuro. Vi si oppone, invece, Widmer.
Potree (e dovree) essere finita qua. Ma Karnezis non è sazio.

Episodio numero 2, catico. Minuto 87’. Sulla punizione di Joao Mario dalla trequarti – alta, lenta, prevedibile -, Karnezis resta tra i pali permettendo a Perisic di colpire indisturbato. Nella circostanza va rilevata anche la responsabilità di Fofana che perde la marcatura. Tuttavia il portiere ha mezzi d’vento (le mani) e strumenti di lettura (la posizione frontale) che non sempre hanno i calciatori di movimento.

L’ inanella così la sua quarta consecutiva e prosegue la scalata all’alta classifica. Il successo è prezioso proprio perché sofferto e, dopo un primo tempo deficiio, quasi inaspettato. Sintomo chiaro che l’ deve migliorare ancora. Prima di in difesa (disastrosi i primi 45’ di Murillo) e, per me, anche nella fase difensiva del centrocampo. Il gol che ha lanciato l’Udinese (Jankto al 16’ in diagonale) è nato, infatti, da uno sfondamento centrale di Samir sul centro sinistra. Su quel lato avree dovuto rientrare Candreva o stringere uno tra Brozovic e Kondogbia. La latitanza di tutti ha invece costretto uno dei due centrali ad uscire e a sguarnire l’area. Situazione che si è ripetuta almeno un paio di volte per il resto della gara. C’è ancora molto da fare, ma una cosa è certa: Pioli ha talmente migliorato l’ da averne mimetizzato le mancanze con i risultati.