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Evasione a 100 miliardi: gli italiani non pagano l’Iva. Poi Irpef e Ires…

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di Nina Madonna - L’evasione scale in non cala!
Le stime, che non possono che essere indicative, ggiano un sommerso di oltre 100 miliardi di euro l’anno.

Il fenomeno i è dif da vericare, in quanto l’evasione, per denizione, sfugge ai ggi ufciali. Attualmente, i dati più afdabili sono nel rap 2018 del Ministero dell’Economia e delle nanze (Mef).

Anche in questa analisi i dati non sono inequivocabili, in quanto calcolati a ritroso con metodi statistici. Tuttavia, pur trattandosi di stime, rendono il quadro vicino ai numeri i.

Il buco più grosso è l’evasione dell’Iva, che tra il 2011 e il 2016, secondo il Mef, è di circa 35,6 miliardi di euro. Dopo l’Iva, l’ammanco più grave, pari a 32,9 miliardi di euro l’anno, è nell’elusione dell’Irpef relativo al lav autonomo o d’impresa. Anche qui il periodo va dal 2011 al 2016.

A pesare sull’evasione annua c’è poi il sommerso inerente l’Ires (8,2 miliardi), l’Irap (7,6 miliardi), l’Imu (5 miliardi), l’Irpef relativo al lav dipendente (4,5 miliardi).

Altro disavanzo degno di nota è nelle entrate contributive a carico del datore di lav, valutate 8,3 miliardi di euro annui.

Questi i numeri assoluti in termini di mancato gettito scale. Se si osservano i dati più nello specico, l’entrata tribuia evasa con maggiore frequenza è l’Irpef sul lav autonomo o d’impresa. Anche il canone Rai, prima che nisse nella bolletta elettrica nel 2016, gurava tra le imposte più aggirate, con stime superiori al 25% dei contribuenti a livello per il tipo ordinario.

L’Iva, seppur venga aggirata meno di frequente rispetto ad altre tasse, rimane la voce che più pesa sulle casse bliche, avendo un gettito potenziale assai più alto in confronto agli altri tributi.

Sempre secondo i dati diffusi dal Mef, tra il 2014 e il 2016 lo Stato ha visto diminuire le entrate tribuie di circa 5,5 miliardi. Da 95,5 nel 2014 si è giunti a 90 miliardi nel 2016. Se si pone il sul 2014-2015, si nota che la riduzione delle entrate tribuie è stata di 5,8 miliardi, compensata con un lieve aumento delle entrate contributive che hanno visto un versamento di 300 milioni in più.

Prendendo invece in esame il biennio 2013-2015, le entrate contributive evase sono state circa 11,1 miliardi di euro all’anno: 8,5 miliardi a carico dei datori di lav e 2,6 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti.

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