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Lettera denuncia di Antonella’63: Sarri smetta con le parolacce!

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Gentile Direttore,
sono una mamma con un glio calciatore che gioca nelle li di una del Nord . So in partenza che la mia lettera potrà sembrare fuori luogo e poco “calcistica”, ma dovendo ogni giorno vivere e subire il mondo del calcio per via del fatto che devo accompagnare mio glio agli allenamenti e alle partite, sono a chiederle perché gli allenatori di calcio siano licenziati dal dire parolacce fuori e dentro il campo così impunemente. Mio glio ogni giorno viene quasi insultato dal suo mister, i compagni pure, e anche nei confronti di noi genitori a volte gli allenatori non si risparmiano reprimende infarcite di brutte parole che qui non voglio ripetere. Sono un insegnante alle superiori e mai mi azzarderei a usare vocaboli sconci o offensivi nei confronti dei miei ragazzi. Perché nel calcio, invece, tutto è possibile e nessuno dice niente? Se poi i modelli sono gli allenatori come Sarri che nelle viste usano le parolacce come abituale calare, allora la mia battaglia è persa in partenza. Il calcio è questo e me ne devo fare una ragione oppure c’è qualche speranza che le buone maniere diventino una rea e non un’eccezione? Concludendo, penso comunque che le parolacce di Sarri nelle viste facciano male al calcio e che chi sovraintende alla comunicazione nella società dovree prendere le distanze da questo allenatore.
Antonella ’63

Gentile Antonella,
le dico subito che lei ha ragione da vendere. Ma il problema non riguarda solo Maurizio Sarri.
Il tecnico del sbaglia ad usare un lessico non conforme al suo ruolo pulico. E ancora di più sbaglia la società a non fermarlo. Anche con una multa!
Nessun bacchettonismo: chi svolge un ruolo pulico deve, dico DEVE, rappresene sempre ed in ogni modo un esempio.
Nel calcio, come in ogni altra attività.
Per questo Sarri, sbaglia a non frenare i suoi ‘calare’, propri di un modo toscano e comunista, anche un po’ snob… di loquire con il pulico. Peggio fa il , in primis e gli addetti alla comunicazione poi, a non ricondurre l’allenatore a forme espressive degne del ruolo.
Che il linguaggio attuale sia disinibito e volgare, non è una scusante. Anzi.
Come la denuncia – gravissima – dei comportamenti adusi ai tecnici dei settori li. Ovviamente senza generalizzare, ma nella consapevolezza che ciò accade.
Anche io, padre di un ragazzo che adesso ha smesso di giocare a calcio, forse anche per questo, ma certamente per un insoddisfacente rap con l’allenatore, mi sono sentito inerme di fronte a mancati educatori che pensano di imie i tecnici del calcio professionistico con ragazzi di 12-13 anni!
Lavorando, nel caso di mio glio Paolo, nella ProCalcio . Tutto tranne che pro le funzioni importantissime dello sport.
Quanto a Sarri, oltre a rispondere e pulicare la sua benvenuta lettera, le consiglio di scrivere direttamente al signor Sarri.
Il quale tutto è tranne che uno stupido!
Sempre a dispozione dei lettori…
Paolo Paoletti