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Lettera al Cittì: è ora di Messico e nuvole.

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di Paolo Paoletti - Finalmente Cesare, si fa così. E’ la dimensione epica che fa la differenza. Lo sa bene chi fa del calcio ancora un riscatto sociale. Uno spot per le nazioni, lo sviluppo, la libertà.
Africani, asiatici, terzomondisti…il da poco ha avviato il virtuoso dello sviluppo, ma resta O’ pais dò futebol.
In Argentina Martin Fierro sarebbe il miglior Cittì anche per un anziano signore come Julio che per vincere ancora la Copa venderebbe l’anima al Diavolo.
E José Alberto ‘Pepe’ Mujica, presidenze dell’Uruguay, ha messo sulla a il suo 90% di stipendio che ogni mese dona ai poveri, ai diseredati, senza casa. Con un passato da guerrigliero ai tempi della dittatura, è stato il leader del Movimento di Partecipazione Popolare. L’appanaggio è di 12.000 dollari al mese, vive con 1500 guidando un piccolo Paese di 3 milioni di persone. E’ l’orgoglio della Celeste e la garra chuarrua della Nazionale è la stessa di quando si combatteva il regime.

Si vince così, con la migliore tecnologia che esista: la comunicazione tra mente e cuore. L’epica, l’etica, la morale. Questo è il Mondiale!

Diciamolo, tutto ciò è mancato alla Nazionale perchè manca nel calcio italiano da decenni. Da quando Belrusconi sdogano il calcio-show-.
L’Italia deve ritrovarsi su questi valori, poco importa chi giocherà. Marchisio il quale ammette che Cosica “ha avuto più voglia” degli azzurri è la sentenza da riscrivere. Puoi farlo solo tu, Cesare. Come nell’ultima vista. Insisti guardando negli occhi, uno ad uno chi scenderà in campo.

E’ l’unica possibilità che abbiamo. Per essere orgogliosi di dire io c’ero al Mondiale dei Mondiali.
E per essere un tutt’uno con i 20 milioni che saranno davanti la tv, martedi 24 giugno, ore 18 con l’orologio di Roma.

Hai scelto la Juve, non può essere che così. Sei bianconeri su 11, come nell’82 in Spagna. Lo chiedono i 102 punti fatti da . Il record di Antonio nasce da una identità, poi viene la tecnica, la tattica, i moduli, le credenze agonistiche.
La Nazionale ritrovi l’orgoglio, lo spirito azzurro, l’onore di vestire e giocare per la nostra maglia.

Ho scritto tempo fa che era il nuovo Bearzot. Stavolta serve Vittorio Pozzo e l’idea che teneva insieme chi vince nel ’34 e ’38. E anche l’ideale olimpico del 1936.

Ecco l’ideale. Ne serve uno grande così per la nazionale. Al bando procuratori e ai quali non frega niente dell’Italia.
Il Mondiale è una vetrina per uomini veri, solo così diventeranno campioni. E quando vedo in campo Cosica o Iran, Cile e Costa d’Avorio, e anche Algeria, mi chiedo che fine abbia fatto il nostro calcio.

Una cosa devo dirti: Immobile non deve giocare in coppia con Balotelli. A Genoa ha fallito per la coppia. Funziona se tutte el palle convergono su di lui. Balo non è Insigne e nemmeno Cerci. Serve un atto di coraggio e di ragione. Mario lo aspettano al varco. Gli uruguaji non scherzano.
Mario non è ancora adulto, chissà se mai lo diventerà col suo sentire di eterno bambino.
C’è un solo Tutor che lo avrebbe potuto svezzare, l’epico Gigirriva. E so quanto ti manca, come a tutti noi di quelli che… Mexico e nuvole.
Riva avrebbe potuto raccone a tutti di Italia- 4-3. Essenza del calcio, del nostro calcio.

Andiamo, è l’ora. E che Dio sia con noi!