ULTIM'ORA

Legge stabilità, ok dalla Camera: 350 sì, 196 no!

++ L.Stabilità: ok a fiducia, 350 sì, 196 no ++

Via libera dell’Aula della Camera alla fiducia posta dal sulla legge di stabilità. Hanno votato sì in 350, no in 196 e uno astenuto.

Arriverà a breve un decreto per correggere le detrazioni sulla casa (la Tasi): 500 milioni sono già previsti ma si arriverebbe a circa 1,3 miliardi. Lo annuncia il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio. Ci sarà un altro provvedimento prima della fine dell’anno – spiega Delrio – un decreto in cui rivedremo la flessibilità delle aliquote per le detrazioni alle famiglie: 500 milioni già ci sono con la Legge di Stabilità ma si arriverebbe a 1,2-1,3 miliardi”.

Nella Legge di stabilità “i saldi sono rimasti invariati, anzi forse c’e’ un leggero aumento delle risorse disponibili”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Sacnni a “Radio Anch’io” sottolineando che “l’impostazione del provvedimento e’ sostanzialmente invariata: fornisce risorse all’ economia, aumenta investimenti e riduce tasse su lavoro a famiglie segnando punto di inversione rispetto al passato mentre mantiene gli impegni europei”.

Arriverà a breve un decreto per correggere le detrazioni sulla casa (la Tasi): 500 milioni sono già previsti ma si arriverebbe a circa 1,3 miliardi. Lo annuncia il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio.

“Confindustria in questa fase si fa portavoce delle Pmi che hanno problemi seri di competitivita’, ma ci sono già esempi positivi di imprese capaci di competere sul ed questo l’esempio da seguire”. Così il ministro dell’economia Fabrizio Sacni – a “Radio anchio” – risponde alle critiche avanzate da Confidustria sulla legge di stabilità. “Abbiamo inserito strumenti a sostegno delle piccole imprese e incentivi per aiutare quelle con difficoltà di accesso al credito e anche per aiutarle a crescere”.

Il pone la fiducia alla Camera sulla legge di stabilità: lo ha annunciato all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. La fiducia, ha spiegato Franceschini, viene posta sul testo approvato dalla commissione.

La Camera voterà la fiducia sulla legge di stabilità alle 12. Le dichiarazioni di voto avranno inizio alle 10:30. Dopo la votazione di fiducia si passerà ad ordini del giorno e al voto finale sulla legge di stabilità. Il voto finale sulla legge di o dello Stato sarà sabato mattina: le dichiarazioni di voto si terranno dalle 12 e saranno trasmesse in diretta tv.

, quasi una legge mancia,630 mln ‘marchette’ – La Legge di Stabilità “si è trasformata quasi in una legge mancia, che distribuisce milioni ad amici ed amici di amici”. La ribadisce un giudizio del tutto negativo sulla manovra che si appresta ad essere votata in aula alla Camera e, in una nota distribuita fa due conti: le “marchette al Sud del Letta” ammontano in tutto a 632,2 milioni. “Vogliamo esprimere tutta la nostra delusione – spiega il capogruppo Giancarlo Giorgetti – per quella che doveva essere la ‘grande occasione’ per dare risposte significative al dramma e ed economico del Paese. Ma i proclami si sono scontrati con la realtà, con imprese e sindaci. Quindi c’è una grande delusione perché alla fine la Legge di Stabilità si è ridotta come una vecchia Finanziaria, cioè finanziamenti a pioggia per acntare questo o quel partito”. “Non è un’occasione di rilancio – spiega Stefano Borghesi – è solo un modo per allocare le ultime risorse ai soliti” e tra questo Borghesi cita il rifinanziamento per gli Lsu di , Palermo e della Calabria “mentre per gli esodati ci sono solo risposte parziali”. “La legge di Stabilità non è conforme alla normativa – conclude Guido Guidesi – è passata dall’essere una legge di programmazione ad una quasi legge mancia con micro venti. Insomma il in questo modo dimostra di essere il ‘bant del Sud’”.

Anci, taglia risorse, appello a tano – L’Anci lancia un appello al capo dello Stato Giorgio tano e chiede un incontro quanto prima al Quirinale per “manifestare nel modo più formale ed autorevole il profondo disagio di migli di sindaci ed amministratori locali”: lo ha annunciato il presidente dell’Anci Piero Fassino, che esprime un giudizio negativo sulla legge di stabilità. Il presidente dell’Anci, Piero Fassino, oggi ha puntato il dito, al termine di un ufficio di presidenza dell’Associazione, su una legge di stabilità che “configura – in particolare per quanto riguarda la iuc – una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni con gravi ed inevitabili conseguenze sulla erogazione dei servizi ai cittadini e sulle condizioni di vita di milioni di persone e di famiglie”. Questo esito, ha proseguito Fassino, “è tanto più grave perché contraddice di 180 gradi l’impegno assunto formalmente dal negli incontri del 7 e 28 agosto per non ridurre ulteriormente nel 2014 le risorse per i Comuni, dopo che dal 2007 – ha sottolineato – gli enti locali italiani hanno subito continui e pesanti tagli alle loro risorse”.

Squinzi, non sufficiente per ripartenza – “Qualche elemento positivo c’è” ma “certamente non è quello che ci aspettavamo e pensiamo che non sia sufficiente per far ripartire il Paese”: così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sulla legge di stabilità, a margine del convegno del Centro studi.

Camusso, non fa essi del Paese – ”La legge di stabilità è una somma di norme in favore di piccole lobby e non fa l’esse del Paese”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, durante il suo vento stamane a Catanzaro nell’incontro sul tema ”Il lavoro decide il futuro – Verso il congresso della Cgil”.
”La legge di stabilità che si sta approvando è in continuità con gli anni precedenti”, ha detto Susanna Camusso. ”E’ per questo motivo – ha aggiunto – che noi riteniamo che bisogna metterci ai remi per lavorare in modo da migliorarla. C’è il rischio infatti che in futuro ci sarà chi continuerà a galleggiare e chi perderà il lavoro. Chi pensa che con la fiducia finisca la discussione sta sbagliando di grosso, perché continueremo la discussione”.

Ue, web tax contro libertà fondamentali – La Web tax così com’è formulata sembra “contraria alle libertà fondamentali e i principi di non-discriminazione dei trattati”. Lo ha detto al Corriere delle Comunicazioni Emer Traynor, portavoce del commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale Algirdas Šemeta.