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Lega preme Tribunale: salvi il Parma!

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di Paolo Paoletti - Marco Preti, direttore finanziario e amministrativo del Parma Fc, si è presentato alle 11 alla cancelleria del Tribunale di Parma, depositando i bilanci degli ultimi 3 anni. In più è stata consegnata la situazione economico-patrimoniale al 17 febbraio 2015, con la precisazione che tale documento non è stato oggetto di società di revisione.
Manenti era atteso in tribunale con il piano di risanamento, ma di lui nessuna traccia.

La Lega calcio sta facendo pressione perchè il 19 marzo il Tribunale non dichiari fallito il Parma. Enormi interessi in gioco: i soldi delle pay-, la ‘regolarità’ del campionato, le responsabilità della .
A nessuno interessa però il destino dei creditori del Parma Calcio, in primis il Comune di Parma, dove il Sindaco Pizzarotti ha utilizzato soldi pubblici, evitando il dei crediti per il fitto dello stadio Tardini!
Due ipotesi: il Tribunale di Parma è colluso con Lega e , il Tribunale di Parma dichiara fallito il club da cui si procede per bancarotta fraudolenta!

Il caso Parma svela una realtà nuova: negli ultimi anni, sono fallite club importanti realtà – il nel 2004, prima la Fiorentina… clamorosi quelli di Siena e Padova – mai però a campionato in corso.

Al peggio non c’è mai fine e nonostante ‘la toppa’ della Lega Calcio (5 milioni di euro per la farsa della regolarità) il Parma può fallire il 19 marzo dichiarato tale dal Tribunale, decisione che ufficializzerebbe l’irregolarità della Serie A.


Nel 2012, i diritti erano pari al 50% delle entrate complessive dei club; a seguito dell’accordo firmato il 25 giugno scorso, la Lega riceverà da Sky e Mediaset, 943 milioni di euro a stagione fino al 2018…
Insomma senza la televisione il calcio in non esiste!

Sky in particolare, che detiene i diritti del campionato, hanno pagato per trasmette le partite di 38 giornate, 380 partite.
Qualora il Parma non chiudesse il campionato, ridimensionerebbe il prodotto acquistato, penalizzando gli abbonati privati di una partita settimanale, oltre le ripercussioni sulla ‘regolarità’ del torneo.

Cosa fara la televisione?
Le emittenti sanno di avere con la Lega Calcio un accordo particolare: un contratto di licenza che concede il diritto d’uso di un bene futuro (ripresa e trasmissione delle partite). Un accordo in cui, per la particolarità dei diritti concessi in uso, si riscontrano gli effetti tipici della vendita di cosa futura, il così detto rischio aleatorio.

Lo caratterizza “l’alea” di rischio, che una delle parti si assume: eseguire la propria prestazione senza che l’altra esegua, in o in parte, la controprestazione. In quanto il fattore fondamentale del contratto è rappresentato da un evento futuro, la cui verifica è incerta nel caso di disputa della partita.

Le televisioni consapevoli, difficilmente inizieranno la con con la Lega Calcio. Da qui la lettera di Sky: non tanto per minacciare azioni legali, quanto per ribadire che senza i loro soldi, il calcio chiude.

La questione fondamentale che preoccupa tutti, comprese, è evitare che una cosa simile possa riaccadere.
Le premesse non sono incoraggianti visto che, secondo i dati 2013/14), i della Serie A, al netto dei crediti, erano 1.715 milioni. Con costante trend negativo in crescita.

Sport fa un quadro drammatico citando tutte le squadre di A. Titolo allarmante: “Serie A, conti shock: nessun club in regola”.
In base ai parametri nessuno, nemmeno il , potrebbe iscriversi al campionato. Nessuna delle squadre di Serie A che partecipano all’attuale campionato rispetta i 3 parametri che compongono le prescrizioni economico-finanziarie per ottenere la cosiddetta ‘Licenza ’.

Ci sono sette squadre: Cagliari, Fiorentina, , Palermo, Sassuolo, Udinese e Verona che riescono a rispettare 2 dei tre previsti.
Altre 4: Juventus, Lazio, Parma e Torino ne hanno solo 1.
Ultime 8: Atalanta, Cesena, Chievo, Genoa, Inter, Milan, e Sampdoria, addirittura nessuno.
Manca l’, l’anno scorso in B.

A questo punto, il gioco passa alla che ha chiuso colpevolmente gli occhi per tanti anni…
A Torre Annunziata è già in corso il caso Savoia: non è la serie A e fa meno rumore, ma i colpevoli complici sono sempre gli stessi.
E’ il momento che gli unici truffati che ci rimettono, gli acquirenti dei abbinamenti pay-, siano loro a risolvere la storia con una causa gigantesca per risarcimento danni!