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Lega contro il Cittì: i club per soldi boigottano la Nazionale!

Prandelli8

di Adolfo Mollica – Il Mondiale e : dovrebbe essere l’addio più dolce. Invece è già guerra senza esclusione di colpi.

Beretta presidente di svela che il Cittì, vorrebbe lo stop anticipato del campionato fissato il 18 maggio. E annuncia che “non è possibile”.
ribatte: “Mai sognato di chiedere lo stop anticipato”.

Perchè avrebbe dovuto chiedere una cosa impossibile e senza il preventivo benestare della ?
C’è una sola : il italiano e nel caos totale. I club se ne fregano della , già Lippi lo disse fuori dai denti. Ma si pavoneggiano e portano a casa soldi quando gli azzurri vincono alzando le quotazioni dei giocatori.

chiese e non ha ottenuto 2 stage: lavora solo contro tutti. Abete non è in grado di imporre l’esse della e gli italiani tifano azzurro solo ogni 2 anni.

Per il , torneo difficilissimo anche per il cima, sarebbe servito un adeguamento più lungo. Se come auspica Beretta la juiven tus dovesse arrivare in finale di , la spina dorsale della , arriverebbe in appena 3 settimane prima, dovendo smaltire stress mentale, fatica fisica, in un acclimatamento che sarà molto difficile.

Ovviamente la sogna una finale per soldi e per il ranking, nella speranza di poter tornare nell’Europa che conta con 3 squadre di diritto.
Chimera.
Il campionato finisce il 18 maggio, il Mondiale comincia il 12 giugno.
spera di avere i 40 giocatori appena possibile.

“Non è assolutamente possibile cambiare il calendario del campionato”, dice Maurizio Beretta. “Ognuno ha giustamente il suo meglio come riferimento. Noi come gli altri Paesi europei e sulla base del calendario Uefa, abbiamo programmato la ”.

Dentro il quadro esistente e non modificabile incombe la ristrutturazione dei campionati con il ritorno almeno a 18 squadre. Ma ciò significherebbe un impegno di mutualità verso le piccole più grande e nessuno vuole tirar fuori 1 euro. Beretta mente quando dice che l’Italia fa come negli altri paesi…non è vero: Inghilterra, Germania e Francia cominciano e finiscono prima. Perfino in Spagna e così nonostante il caldo forse ancora piuù forte che da noi.

La e che il italiano, indebitato dai presidenti con i soldi della banche cioè degli italiani è schiavo della televisione, delle pay-tv da cui incassa 1 miliardo l’anno. E detta condizioni che si ritorcono: se l’Italia andrà male, che ascolti verranno? A cosa s’attaccheranno Caressa e l’esercito di cronisti d’appalto?

“La collaborazione non è mai mancata, c’è sempre stata da parte dei club”, altra bugia di un Beretta senza .
Cesare è costretto a chiarire… “Non ho mai chiesto alla di anticipare la chiusura del campionato, né di cambiar date. Non ci è mai passato per la testa”.

Altra figura meschina. Povera Italia!