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Le finte blindature del contratto Sarri: leggete…

Sarri-e-De-Laurentiis

di Paolo Paoletti – La storia del contratto Sarri ha stancato, ma l’attualità impone di restarci su.

Il Corriere del Mezzogiorno, dove scrive una giornalista che ha lavorato per De Laurentis, prende la parti del e divulga: “cinque anni la durata del contratto, così intesi: opzione annuale ed esclusiva per il con scadenza ogni 30 di aprile. Non un diritto di priorità per il Napoli rispetto ad altri eventualmente interessati all’allenatore. Ma opzione intesa come decisione univoca da parte del di continuare o meno con l’allenatore, ridiscutendo naturalmente ingaggio e condizioni. Il primo anno sta per terminare, entro il 30 aprile società e allenatore si incontreranno. E verosimilmente continueranno insieme.

Su questa prima parte a tutti nota e quindi giornalisticamente ‘fuffa’, l’unica cosa interessante è approfondire il concetto di ‘decisione univoca’ in gergo di diritto cosidetto unilaterale con la differenza tra gli ordinamenti di ‘civil law’ e gli ordinamenti di ‘common law’. Già pulicata ieri da Notte Sport!

Il CdM continua: “Laddove Maurizio Sarri decidesse di interrompere l’esperienza napoletana, dimettendosi, dovree cercare un accordo con De Laurentis per i successivi 4 anni. In teoria il Napoli potree bloccare il tecnico per l’intera durata delle opzioni contrattuali (in caso di dimissioni ) a meno di pagamento di penali o accordi da discutere.

La seconda parte è quella di merito.
La questione infatti gira intorno allo stipendio di Maurizio Sarri: 700.000 euro, giusti per il primo anno in raddopio ai compensi di Empoli, integrati da premi a obiettivi. In caso di qualificazione diretta in Champions League col secondo posto, i 700.000 diventano il doppio: 1 milione e 400.000 euro.
Fin qui nulla osta perchè è quanto stabilito liberamente dalle parti. Sul prosieguo, invece, c’è campo aperto. Come spiega il common low, la definizione del contract avviene nel momento dell’esercizio della condizione. Nel nostro caso, l’opzione.
Quando il CdM scrive “ridiscutendo naturalmente ingaggio e condizioni”, ecco che casca l’asino…
E’ proprio questo il nodo: De Laurentis nel prosieguo vuole migliorare di poco i 700.000 euro del primo anno.
Sarri, invece e giustamente, vuole che l’adeguamento sia proporzionale al lav svolto: dal 5° posto in classifica a quello che sarà il 16 di maggio. E considerando le rivalutazioni patrimoniali date dal rilancio di , , Hamsik, , Gohoulam.
Un bel pagare, che i bene informati, concretizzano in un nuovo ingaggio tra 2,5 e non meno di 2 milioni netti l’anno.

Con questo nuovo stipendio, certamente si arriveree alla conferma di Sarri ma anche ad una nuovo elemento: a queste nuove condizioni la penale per dimissioni saree folle, perchè come tutte le penali, preventiva e fortettaria. Parte del corrispettivo, quindi inferiore.

Infatti nel vigente codice civile no la clausola penale è regolata negli articoli dal 1382 al 1384 e nella giurisprudenza maggioritaria la clausola penale mira a liquidare in via preventiva e forfettaria il danno derivante dall’inadempimento di un’oligazione civile.

Immaginate De Laurentis che spende per lo sfizio di tenere fermo Sarri?
Impossibile. E incauto da parte di amministratori con un o in rosso!
Quindi il contratto blindato di cui si dice in giro è la trovata del piffero.

CdM conclude: “un contratto, dunque, diverso da avevano legato gli allenatori precedenti al azzurro. Nessuna opzione nei contratti con Mazzarri, opzione per un solo anno (quello successivo al primo ingaggio) nel contratto con ”.

In verità, la novità è un escamotage (espediente per eludere una difficoltà, per risolvere una situazione problematica) del Napoli per frenare i ‘no’ che De Laurentis si è visto sbattere in faccia prima da Mazzarri e poi da .
Ma non c’è condizione contrattuale che tenga per un dipendente che non vuole più lavorare per questo o quel datore di lav. E la cosa che conviene sempre a tutti e lasciarsi da buoni amici.

Proprio tutto ciò che De Laurentis non sa fare!!!