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Le 10 verità del calcio bacato: dagli ultrà alla tv!

sconcerti

di Paolo Paoletti – Mario Sconcerti ieri sera in tv dice che Alfano che parla in Parlamento è più credibile della circolare interna di Tosel, giudice sportivo della Federcalcio. Non è così!
Conosco Sconcerti dagli anni di Repubblica: lui capo redattore di o, io redattore sport a Napoli. Mario è l’ultimo degli opinionisti seri e quindi autorevoli del calcio italiano.
I giovani giornalisti di Sky hanno provato a fargli dire che trattativa all’ c’è stata. Mario ha tenuto il punto.
Purtroppo non è questo il punto. I fatti dicono:
1. La polizia ha sbagliato il piano di accoglienza della tifoseria del Napoli a Roma. Non si stazionano decine di pulmann e centinaia di nel cuore del quartier generale degli della Roma.
2. E’ impossibile che passino circa 30 minuti tra gli spari di De Santis (se ha sparato lui…) e i soccorsi a Ciro Esposito. Dopo i soccorsi la guerra è continuata
tra del Napoli e la Polizia. Ci sono foto, immagini che documentano il tutto ampiamente.
3. Alle 19.30 a ridosso della sparatoria sono cominciati ad entrare all’ i : i controlli degli steward fanno ridere ed abbiamo ampiamente documentato
come Daspati entriano negli stadi e hanno fatto così anche all’ con un po’ di spinte e di voce grossa. E’ infatti impossibile controllare biglietto, documento di riconoscimento, tessera del tifoso, aderenza della foto rispetto al portatore a 50.000 persone in 120 minuti. E’ IMPOSSIBILE aragazzi che guadagnano 4 soldi, non hanno poteri di polizia, non sono protetti dalle forze dell’ordine e sotto scacco dei violenti che ogni 15 giorni tornano nello stesso luogo.
4. Le leggi italiane sono blande rispetto al fenomeno ormai debordante di una serie di illeciti che ogni volta si realizzano negli stadi: spaccio di cocaina, detenzione e uso di armi da taglio, bastoni e spranghe, armi da fuoco, violenza e soprafne. Gli in tutti gli stadi hanno addirittura spazi che gestiscono autonomamente in cui sono riposti oggetti fuorilegge.
5. Gli sono direttamente colti ai club che forniscono biglietti gratuiti, pass striscionisti, biglietti di treno e aereo gratis per le trasferte, contributo per le carovane di pulmann, contributo per le coreografie, stipendi per i capi dei gruppi organizzati. I presidenti pagano per avere al servizio inneggianti e promotori della vendita del merchandising.
5. Gli sono in contatto diretto con camorra e malavita organizzata. A Napoli gruppi come Mustiff sono inquinati da infiltrazioni di camorra. Il figlio del boss Lo Russo è stato più volte visti e fotografato addirittura a bordo campo accreditato dalla società come fotografo. Genny ‘a carogna è nell’orbita dei Misso clan del rione Sanità. Lo sapeva Hamisk, lo sa , lo sa la Polizia, nessuno fa niente.
6. Il movimento non opera più soltanto negli stadi: La Repubblica ha pubblicato una intervista devastante su cosa siano gli oggi nel calcio e nel tesuto sociale italiano. Urge un programma di repressione senza quartiere e di rieducazione sociale che questa politica corrotta e incapace non può e non vuole realizzare.
7. Gli sono l’ultimo elemento di una promozione perversa del calcio di cui la tv ha bisogno per vendere il prodotto calcio-show. E’ l’anello di colmento tra il calcio in poltrona utile fino ad un certo punto ed il calcio negli stadi che aenta quello in poltrona. Senza seguito lo show non esiste e senza show la tv non può pagare 1 miliardo l’anno al calcio che da anni si regge solo con i diritti tv.
8. Questo sistema ha azzerato la competitività dei club italiani all’estero e sputtanato il campionato di serie A: mio figlio Paolo a 14 anni ha deciso di smettere di giocare perchè le propinate in tv le rivedeva nel suo campionato regionale Under 14. Arbitri, commenti di parte, classifica di ascolti più importante della classifica dei meriti sportivi hanno demotivato mio figlio come tanti altri adolescenti. Una responsabilità da galera e che nessuna galera potrà mai ripagare alla società italiana.
9. La contrapposizione -club, è alla base dei fischi all’inno di Mameli che tutto l’ ha sonoramente rifiutato. Questa lotta tra interessi di parte che prevale sugli interessi collettivi rappresentati dalla è la prova di un Sistema bacato, cui , Federcalcio, Istituzioni, Politica, accondiscendono perchè fa comodo a tutti.
10. Mio figlio Paolo martedi mattina ha svolto compito di italiano in classe: secondo liceo scientifico Mercalli di Napoli. Quartiere Chiaia, scuola di platea bene di zona borghese acculturata e patrimonializzata. Nel tema ha posto una domanda: perchè tanti genitori sono andati all’ sapendo che sarebbe stato pericoloso, scambiando la trasferta come premio per i figli quando è evidente il cieco interesse degli adulti verso uno spettacolo violento…
E cosa e come può rispondere la scuola che deve tenersi buona una platea ricca e generosa con l’Istituto?

Siamo lì, caro Mario.
Il mondo dagli Anni Novanta, anni in cui ho avuto il piacere di lavorare per La Repubblica e poi per la SSC Napoli come tu hai fatto alla Fiorentina è cambiato in fretta. Il calcio in peggio.
Quando lasciai il giornale Eugenio Scalfari tenne a dirmi: ricorda che anche nel giornalismo non c’è ideale senza interessi e non ci possono essere interessi senza ideali.
Tutti abbiamo permesso che gli interessi personali prevalessero sugli ideali. Ed il risultato è questo. Siamo sempre in tempo per tornare a combattere!
Ti prego, tu che sei tornato sul luogo del delitto, fallo!