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Lazio 3-1, Spalletti finisce male, Dzeko pessimo!

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Simone Inzaghi è mister . Non solo perché riporta la Lazio a conquisne uno di campionato dall’11 novembre 2012, ma anche perché su quattro stagionali ha perso il primo e vinto l’ultimo (3-1), sfruttando il doppio di Coppa Italia per arrivare alla finale con la Juve. Di fatto ne ha vinti tre su quattro anche se quello di di Coppa formalmente è stato perso 3-2 (2-0 per la Lazio all’andata).

Ma Simone Inzaghi è mister anche per molte altre cose. Perché ha vinto il più importante, questo, che issa la Lazio al quarto posto assoluto e taglia fuori definitivamente la Roma dallo scudetto (meno 9 dalla Juve), mettendo a repentaglio anche il secondo posto dei giallorossi.

E’ mister perché l’ha vinto con due di Keita e senza quelli di , influenzato e mandato in panchina a pochi minuti dall’inizio.

Simone è mister perché la Lazio ha vinto nonostante gli errori dell’arbitro Orsato che l’hanno pesantemente penalizzata nel primo tempo.

Ed è mister perché, ancora una volta, ha ottenuto la partita che aveva impostato (3-5-1-1 con riparetenze fulminanti), mentre Spalletti si dibatteva tra un modulo (4-2-3-1) e un altro (3-4-2-1) per poi tornare a quello iniziale, sbagliando i cambi (il primo saree dovuto essere Perotti per El Shaarawy e non Bruno Peres) e affidandosi alla fine a Totti, come fosse un’immaginetta. Non poteva esserci peggiore per il capitano: venti minuti complessivi, compreso il , per dare qualche idea ad una Roma sfiatata. Ma quando è entrato lui (al posto dell’infortunato ), la squadra si è definitivamente sata, subendo anche il terzo (Keita) e rischiando di prendere il quarto (Milinkovic-Savic).

E’ stato un aperto, ma non bellissimo (tranne, ovviamente, per chi l’ha vinto). La Roma l’ha cominciato meglio e avree potuto segnare subito (2’) se prima Dzeko (servito da Strootman) e poi Salah (azione da destra) non avessero trovato sulla propria strada Strakosha doppiamente decisivo.

La Lazio ha avuto la capacità di reggere l’urto iniziale della Roma e poi di riproporsi in avanti con i guizzi esiziali di Keita. Il primo (all’11’) ha messo in mostra la sua rapidità, almeno doppia rispetto a , saltato nell’uno contro uno, e a Emerson, anticipato con il tiro di sinistro che ha sorpreso Szczesny (palla tra le gambe di Emerson).

Il vantaggio ha avuto il di cambiare la partita. La Roma si è persa, mentre la Lazio ha preso a viaggiare con fluidità e movimenti collettivi. Szczesny è stato impegnato da una conclusione da fuori di Parolo (azione insistita di Keita), poi Inzaghi è stato costretto a cambiare. Fuori Lukaku (che aveva saputo di dover giocare pochi minuti prima dell’inizio) e dentro Felipe Anderson, con Lulic spostato sull’esterno e Milinkovic Savic a centrocampo.

Il primo tempo saree finito con il vantaggio della Lazio se al 44’ l’arbitro Orsato non avesse inventato un calcio di rigore a favore della Roma. Wallace, un po’ scomposto, è intervenuto senza colpire Strootman, ingannando Orsato che ha decretato il rigore (trasformato da De Rossi). Decisione strampalata e con un’aggravante. Al 15’ del primo tempo Lukaku era venuto a contatto con che lo aveva steso dentro l’area. Rigore poco visibile (lo si appura solo dal replay), ma più concreto di uno inesistente.

La Roma del secondo tempo è stata tutta in una conclusione di Dzeko, assist di Salah, da dentro l’area, sventata da Strakosha (terzo intervento decisivo). Forse quella rete avree potuto cambiare il , ma due minuti dopo, con la Roma sata in avanti, Basta ha riportato avanti la Lazio. Sul suo tiro, c’è anche la deviazione di , ma dire che la Lazio non meritasse il vantaggio (soprattutto in considerazione degli errori di Orsato) non saree giusto.

Tanto più che la squadra di Inzaghi in contropiede è stata pericolosa ancora prima del terzo . Felipe Anderson, per esempio, lanciato da Biglia, ha preferito il tiro (sventato da Szczesny), anzichè il passaggio a Basta, solo nell’area del portiere.

A sei minuti dalla fine, il sigillo. Lulic, lanciato da Milinkovic Savic, s’inventa un contr in campo aperto. Entra in area, finge il tiro, Rudiger (poi espulso) aocca. Assist per Keita che chiude. Spalletti, come Totti, finisce male. Inzaghi vive il trionfo.