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Lavezzi sta con Sarri: ADL mi ha respinto, tecnico ok.

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di Paolo Jr Paoletti – Vedi e poi muori, vale anche per Lavezzi che a ha trovato e lasciato il cuore: “Ho sempre tanta nostalgia, potevo anche tornare ma De Laurentiis non ha voluto”.

Racconta Ezechiele, 31 anni, in ritiro a Marbella con i dell’Hebei Fortune, a Gianluca Di Marzio per
Il Pocho ammette contatti con l’Inter e chiude… “Se un giorno tornerò in Italia non sarà al ”.

Perchè? Il è la città che gli ha dato di più: 5 stagioni ad alto livello con 48 gol e una vinta. Trampolino per i fasti parigini del Psg, dove il curriculum si è arricchito. Ma dentro c’è soprat e Lavezzi confessa: “Lì ho lasciato tante cose belle”.

E anche verso la squadra attuale il Pocho ha sincera ammirazione: “Mi piace l’identità di gioco che ha dato Sarri. La polemica con il patron dopo Madrid? Credo che l’allenatore aia fatto giocare il in una maniera stupenda. Bisogna anche guardare la tà, capire e pensare che non si è ancora al livello del Madrid, però credo si vada verso quella strada”.

Insomma Sarri cercava di rimpolpare le fila dei suoi sostenitori, Lavezzi c’è.

Braccato e accerchiato De Laurentis: prima le bordate a Sarri, poi gli striscioni e i dei schierati col tecnco, così come la squadra; ora le “accuse” di Lavezzi. Un altro big, dopo Gonzalo Higuain, che non spende parole dolci per il cinepresidemte!

E l’argentino parla chiaro tra passato e : “Ammetto che in passato ci sono stati dei contatti con l’Inter, poi però non si è concretizzata la trattativa. Se un giorno dovessi tornare in Italia e non sarà al sarà perché lì non mi hanno voluto” afferma. Poteva essere, non è stato, non sarà.

Il presente di Lavezzi è cinese anzi, spagnolo… Il Pocho è stato intercettato nel ritiro di Marbella, dove si trova con l’Herbei Fortune, la dei milioni, ed è piuttosto sincero: “Penso che prima di , quando si accetta un’offerta dalla , si pensa al fattore economico, è innegabile, poi viene il resto”.

Il resto però per lui deve ancora arrivare, a cominciare dai gol che hanno fatto storcere il naso a qualcuno: “Ho giocato dieci partite prima di infortunarmi, con me in campo la squadra era seconda in classifica. Qui ho cambiato ruolo, ho fatto il centrocampista. Per quanto riguarda la lingua, devo ammettere che ho imparato qualcosa. Per il momento imparo i nomi dei miei compagni”. Vita nuova, dunque, ma con un pensiero sempre rivolto al suo passato italiano. E un pezzo di sempre nel cuore.