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La Premier di Mino: Pep bastonato dal ManUn! Un City arrogante ‘serve’ la sconfitta…

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Red Devils, pressing allo zolfo, quasi come ai vecchi tempi. E zolfo che incendia e brucia la coda del City. Coda inmmabile perché cosparsa qua e là di presunzione. L’atto finale, al minuto 95, mostra, esalta e inquadra alla meglio la presunzione calcistica del City: Ederson portiere raccoglie e rilancia con la mano, vuol fare rilancio smarcante, izza una traiettoria per la palla che va dalla sua mano diritta diritta al piede di McTominay che infila la porta vuota dopo il più improbabile e perfetto assist. Due a zero per i padroni di casa nel di Manchester, due a zero per lo United.

All’inizio non sembrava dovesse andare così, per venti minuti il City si è preso l’onere del fare la partita, del fare la squadra pilota. Sembra averne la rotta e chi la traccia (Gundogan), sembra averne di vele per gare (Aquero e Sterling). Al minuto 10 infatti De Gea para un tiro avversario mica fa, tre minuti dopo Aguero fa vedere in area avversaria, spazza Matic da ultimo difensore. Ma stasera non c’è vento per le vele del Manchester City, o almeno il vento a favore cala di brutto dopo il ventesimo.

Lo United sta dietro a cinque, e poi pressa, pressa, pressa… e va di contropiede: minuto 22 e Martial tira sul portiere, a difesa del City già sbandata, minuto 27 e Martial non la passa a Bruno Fernandes solo in area. Il timone della gara lo ha preso lo United. E alla mezz’ora una punizione per i Red Devils, Fernandes colpo sotto, Martial raccoglie e tira al volo, Ederson collabora facendosela passare sotto la pancia: , rete, vantaggio. E sarà anche partita.

Matic il migliore dello United nel primo tempo nonostante l’Old Trafford so sia innamorato tutto di Bruno Fernades. Ma bene anche James e bene i tre là dietro, soprattutto Maguire. Non benissimo Shaw, ma non si può avere tutto. Minuto 48 della ripresa, Aguero segna in fuorigioco. Poi Ederson prova a imitare De Gea della gara contro l’Everton, cioè farsi da solo respingendo contro la gamba dell’avversario. Non ci riesce di poco. Minuto 56 tiro di Foden, rimedia De Gea.
Qui cambia, mette dentro Gabriel Jesus per Aguero e Mahrez per Silva. E il City migliora, torna a gare nelle acque della partita. Ma il lo costeggia sempre da lontano. Fino al minuto 75 quando Mahrez crossa, Gabriel Jesus tira, De Gea fa una gran parata. Meriterebbe il pareggio il City per l’ultima mezz’ora che gioca. Ma i primi 60 minuti li ha giocati aspettando che la partita gentilmente gli cadesse in mano. Presunzione, come in estratto al minuto 95.

Fabio Capello dà il Manchester City come favorita per la finale in Champions. Davvero? Che City si è visto stasera? Diffi dire, non c’era De Bruyne che è tanto, davvero tanto del City. Una cosa si è vista: se Capello ha ragione, se il Manchester City è il meno lontano di tutti nel correre verso la Coppa con le orecchie, al City non ditelo, non fatelo sapere. Il City del primo tempo, discretamente sicuro della sua superiorità, è bastato un tenace e testardo pressing per sgonrlo e disorientarlo.

Il City del secondo tempo, quando ha finalmente izzato che stava perdendo il terzo di stagione su quattro, questo magari può dare qualche ragione a Capello. Quanto al Manchester United, bella iniezione di salute in classifica, possono immaginare cose europee, magari perfino piazzamento Champions. Non sono proprio tornati i vecchi tempi, questo no, ma I Red Devils tornano a puzzare di zolfo nell’inferno chiamato Old Trafford.

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