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Astronomia gravitazionale studiando i buchi neri: c’è un sistema binario?

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Dalle onde gravitazionali il primo passo verso la nuova astronomia, che permetterà di esplorare alcuni dei fenomeni più misteriosi dell’universo come i buchi neri. Lo indica l’analisi dei segnali registrati nel 2015 e nel 2017 che ha rivelato i segreti dei buchi neri più distanti, esterni alla Via Lattea. Pulicata su Nature, l’analisi si deve al gruppo coordinato dall’no Alberto Vecchio, dell’università britannica di Birmingham, e da Ben Farr, dell’università americana di Chicago.

Per Vecchio l’astronomia gravitazionale è già e: lo è diventata “il 14 settembre del 2015 con la prima osservazione delle onde gravitazionali” ossia le ‘vzioni’ dello spazio tempo originate da fenomeni violenti, come collisioni di buchi neri e supernovae, no al Big Bang. “Questo studio è un esempio delle nuove informazioni che possiamo trarre sull’universo” dice il sico no.

I ricercatori hanno analizzato i segnali prodotti durante quattro eventi di collisione fra coppie di buchi neri, esterni alla Via Lattea, e rivelati nel 2015 e nel 2017 dall’osservatorio americano Ligo (Laser ferometer Gravitational-Wave Observatory). I dati, ha spiegato Vecchio, sembrano confermare lo scenario secondo cui i buchi neri dei sistemi binari “si formino in aondanza” dal collasso di stelle che si trovano in un ambiente molto ricco di astri, e che, “data l’alta densità di questi corpi, due buchi neri si possano trovare sufcientemente vicini per ‘catturarsi’ e dar vita ad un sistema binario”.

Secondo un’altra teoria invece i buchi neri nei sistemi binari si formereero già in coppia: ossia nascereero dal collasso di due stelle molto massive che orbitano in un sistema binario. Tuttavia, per confermare l’ipotesi e riuscire a comprendere denitivamente l’origine dei buchi neri i ricercatori attendono altri dati sulle onde gravitazionali e stimano che l’analisi di altri 10 eventi potree sciogliere ogni duio