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La Juve ‘U15′ batte il Napoli e deride: “usa il sapone…!”

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di Paolo Paoletti – L’ottimo Marco Bernardini ha scritto su ‘Il Bianconero’, della figuraccia gravissima fatta dai quindicenni della Juventus dopo la vittoria 3-0 sui pari età del Napoli, servita a raggiungere la finale scudetto di categoria.
Ha fatto benissimo e altrettanto il giornale, ovviamente bianconero, a pulicare.
I valori dello vanno difesi e imposti sulla imperante deculturizzazione del calcio che mette al primo posto sempre e solo i e quindi il risultato.
Inaccettabile comunque, figuriamoci a 15 anni. Il ragazzino della Juventus che ha postato il video sui social, causandone la diffusione, in serata si è scusato con i napoletani sul suo profilo Instragram cancellando le immagini. “Mi scuso con tutti quelli di Napoli. Era solo l’euforia e la gioia di aver vinto contro una squadra rivale. Mi scuso per questo, non volevo offendere nessuno”.
Non voleva offendere e cosa voleva fare…?
Punto 1: i nostri giovani si rendono conto di cosa fanno e perchè?
Un coro discriminante e moda lanciata e perpetrata dal mondo degli adulti che così facendo distruggono la nostra società ed ogni riferimento di vivere comune.
Che Pisapia, uno dei sti, sia di Salerno è una aggravante nel fatto che le origini non contano più nulla e si è pronti a rinnegare tutto ed il contrario di tutto fagocitati dalla forza del sto!
Eccolo il colpevole: il sto!
Vale per i nostri figli nel quotidiano di tutti noi, ancor più nello che non riesce più ad arginare quanto di brutto ci circonda, per effetto di esempi drammatici e pompati dalla televisione.
Perchè i giovani dovreero essere educati, legati ai valori, rispettosi di se stessi e del prossimo se tutto il calcio italiano è una continua truffa mediatica alimentata da presidenti, giocatori, allenatori, giornalisti per interessi finanziari e di tornaconto personali?
Quando smetteremo di insistere sul calcio-, sul finto spettacolo, sulla cultura del sospetto, sulla necessità del risultato e stop?
Questo è stato seminato e questo ci ritroviamo: un gruppo di ragazzini i quali dopo aver vinto una partita deridono l’avversario come fosse un nemico da distruggere, non un ndente su un campo di gara!
La Juve sicuramente punirà questi ragazzi, perchè non è stata una ragazzata, ma il segno che il limite è oltrepassato da tempo. Non basterà.
Fin quando si tornerà capaci di accete che si perde per propri errori senza cercare scuse, infangare l’altro, rinnegare i valori della competizione, della lealtà, del coraggio. Insomma che si può anche perdere… ma innanzitutto bisogna saper vincere!!!
Idea su cui tutto si fonda: la vita, non una partita di calcio!
Facciamocene tutti carico!

IL FATTO. I della Juventus under 15: “Napoli usa il sapone…”
Le giovani promesse del club Campione d’Italia dopo una vittoria in campo negli spogliatoi danno sfogo al razzismo. Grave gesto dei giovanissimi della Juventus. Dopo aver battuto i pari età del Napoli sono partiti negli spogliatoi i contro la città. “Aiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone…”.
Coro già sentito dagli spalti dello Stadium e che ha trovato emulazione tra i piccoli calciatori bianconeri.

Il video del coro pulicato su Instagram da uno dei ragazzi, ha fatto il giro del web in pochi minuti. Fino ad arrivare ai vertici della società bianconera che ha stigmatizzato l’accaduto.
“In seguito agli avvenimenti di Juventus-Napoli under 15, il club si riserva di accere con precisione i fatti e di decidere le relative sanzioni disciplinari nei confronti dei propri tesserati” apparso sull’account ufficiale della società.

di Marco Bernardini - La prima rea fondamentale dello in genere non è rappresentata dal successo ad ogni costo, ma da una deontologia che prevede lealtà e rispetto di comportamento. I quindicenni giocatori della Juventus hanno ficato questo principio inviolabile e pertanto vanno condannati sotto il profilo dell’etica. Sul piano pratico, poi, spetterà alla società stabilire l’entità della punizione che toccherà fatalmente loro per aver tracimato nella maleducazione anzichè godersela piacevolmente dopo la vittoria sui coetanei del Napoli. Una misura che verrà certamente presa dalla dirigenza proprio perché nel programma socieio il progetto è quello di allevare e istruire gli uomini di domani prima ancora dei possibili campioni futuribili. Per cui la “condanna” sarà esemplare.

In ogni caso non credo proprio si dea farla troppo grossa o perlomeno occorra ingigantire un evento che, in tempi diversi da quelli che stiamo vivendo a livello sociale, saree passato come una “iardata” seppure eccessiva e fuori misura. La dice lunga il fatto che il direttore del coro fastidioso e anche un po’ razzista intonato dai campioncini nello spogliatoio sia stato Luciano Pisapia ovvero un giovane che non è nato nel Ve leghista ma a Salerno. E certamente non sarà lui neppure l’unico a vane sane origini “terrone” nella squadra bianconera. Un paradosso neppure troppo originale ricordando ciò che, sentito con le mie orecchie, mi capitò udire assistendo ad un diverbio tra due tifosi del sud uno ei quali concludeva accusando l’altro di essere uno “sporco terrone”.

Realisticamente penso che l’accaduto dea produrre sentimenti di tristezza e di autocritica. Soprattutto il secondo. Il comportamento, certamente esecrabile dei ragazzini bianconeri altro non è che il frutto del cattivo esempio dato loro da una società la quale, dentro gli stadi e anche nel quotidiano di strada, si trova in caduta libera verso il baratro dove sul fondo galleggiano melme assortite di violenza verbale e fisica, prevaricazione, razzismo, intolleranza e quindi maleducazione.

Gli esempi sono pressoché quotidiani cominciando dal genitore che mette le mani addosso a un insegnante che ha dato un brutto voto al figlio, passando per le cosche malavitose che usano i bambini per spacciare in strada e da coloro che vorreero veder affogare i migranti per arrivare al popolo delle curve (e non solo) che infangano il nome dei di qualsiasi bandiera.

Ecco perché sarà giusto punire i ragazzini bianconeri nella misura in cui il loro “delitto” verrà valutato in base ad una scaletta di ordine educativo e pedagogico, proprio come dovree avvenire a scuola, per evie che ricadano nell’errore e che possibilmente maturino in maniera sana.

Ma il vero problema resta a monte. Nelle famiglie e nel comportamento degli adulti le cui colpe, questa volta, verranno pagate dai figli. Nessun scandalo, dunque, ma soltanto tanta pena. Per noi. Per tutti.