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La Juve fa la Juve e torna in testa: 4-0.

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Dopo il ko contro l’Inter a San Siro, la torna in carreggiata. Allo prova di forza per la squadra di , che batte 4-0 il Cagliari e scavalca il Napoli in testa al campionato. Partita risolta già nel primo tempo per i bianconeri: Rugani sblocca la gara al 14′ con un tapin vincente, Higuain raddoppia di sinistro al 33′ e Dani Alves firma il tris al 39′ con un da fuori. Nella ripresa poi il poker arriva con l’autorete di Ceppitelli.

In casa vincere deve essere la normalità, essere in testa alla classifica l’ovvia conseguenza, si deve sempre cercare di andare oltre il risultato e non acntarsi. Guardando come sia cambiata in 48 ore o poco più, al netto di un avversario morbido, lecito è domandarsi ancora una volta se sia davvero necessario applicare anche in partite decisive un turnover quasi scientifico. Anche contro il Cagliari, come in precedenza ad esempio contro il Sassuolo, la ha dimostrato come abbia davvero bisogno di poco per poter fare un sol boccone della stragrande maggioranza delle proprie avversarie in Italia. Ma due impegni tanto delicati da vivere a distanza così ravvita non potevano e non dovevano essere vissuti con un fare sperimentale. Pjanic in panchina o bloccato davanti alla difesa, è uno spreco: era necessario gestirlo così tra Siviglia e Inter? Higuain fuori con l’Inter e dentro col Cagliari è una scelta diffi da non considerare almeno altrettanto uno spreco, nonostante Mandzukic non sia di certo l’ultimo arrivato: proprio per quello, con ogni probabilità, la avrebbe vinto anche con il croato titolare sia col Sassuolo che questa sera, se proprio il Pipita avesse avuto bisogno di tirare il to erano queste le situazioni più indicate.

Ma in una che supera un avvio di campionato ad altissimo coefficiente di difficoltà con il primo posto in classifica e dodici punti (il triplo della passata stagione), il bicchiere è assolutamente pieno almeno la metà se non oltre. Gli errori com non possono essere cancellati, dovranno servire per ripresentarsi forte come e più di prima ai prossimi grandi appuntamenti. In attesa che si possa vedere per la prima volta la vera , quella titolare per undici undicesimi, rimane impressionante la facilità con cui il gruppo di riesca a triturare gli avversari “normali” anche continuando a cambiare tre o quattro pedine da una partita all’altra. Ecco perché certi andrebbero evitati. Aspettando la migliore negli appuntamenti che contano per davvero.