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Juve-Napoli, resa dei conti tra 2 visioni del calcio!

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di Paolo Paoletti - ‘Alla guerra come alla guerra’…
Nessuna esasperazione, anzi: la frase vuol significare che ogni situazione va accettata per ciò che essa è, confrontandosi con le risorse offerte dalle circostanze. Quindi una resa dei conti!
Quali conti: quelli sul miglior gioco, migliore difesa e , migliore società, peso politico.
Tutto questo è Juve-Napoli, sabato 13 febbraio, ore 20.45! Evento che farà più ascolti anche di Sanremo.

Ufficialmente non ci saranno napoletani al seguito, infiltrati tra i tifosi bianconeri quelli presenti e non pochi.
Deve esserci invece Rizzoli, l’unico cui può essere affidata questa sfida.
In gioco la visione di come si fa calcio: “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta”, di bonipertiana memoria; il calcio-business di Aurelio De Laurentis, presidente con lo stipendio più alto d’ e circa 80 milioni di utili in 10 anni.

La Juventus è la migliore società na. Ha vinto più di tutti. Continua a farlo, da sempre.
Ha manager competenti ed esperti, struttura societaria con a capo un presidente impiegato che arriva in ufficio alle 9.30 ed esce alle 18. Ha costruito il primo stadio no di proprietà privata. Ha un settore giovanile all’avanguardia, con scuola e villaggio. Ha il museo per ricordare il passato storico e l’identità bianconera. Una squadra con ossatura na che è anche quella della Nazionale. Ha il suo ex tecnico, diventato Cittì e 12 milioni di tifosi nel Mondo!
Per questo fattura quasi 300 milioni l’anno, con grandi prospettive di crescita.

Il Napoli, come canta il nuovo inno dei tifosi, è un caso scoperto all’improvviso.
Si trova in testa al campionato meritatamente, giocando il miglior calcio in . Ma Sarri è arrivato per i tanti no presi in faccia da De Laurentis e ha trovato l’assetto giusto suggerito dai giocatori. Dimostrando intelligenza e scaltrezza.
Rejna, Albiol, Callejon e Higuain sono a Napoli per Rafa Benitez, che poi è andato. Il settore giovanile invece è itinerante, senza casa… e lo stadio San Paolo ridotto ad un cesso.
Eppure il Napoli è primo in classifica, con 8 vittorie consecutive e il capocanoniere che ha segnato 24 gol in 24 gare.
Sarri rivendica che il fatturato alla lunga fa la differenza, ma i 125 milioni l’anno che incassa De Laurentis sono il massimo possibile, al netto dei contributi Champions, che il Napoli possa raggiungere.

Al centro di questa sfida c’è un concetto: competere!
Il vocabolario Treccani spiega: “gareggiare, concorrere in rivalità con altri, lottare per riuscir superiore – ovvero vincere – per un titolo, un premio.

La sudditanza psicologica, è direttamente correlata a chi vince la competizione. Lo vedremo sabato sera.
Chi vince incute soggezione. Il Napoli sul campo sta vincendo, ma non ha altro che la squadra di pallone.
De Laurentis non ha un , ha fatto del Napoli una azienda familiare che finanzia anche il suo mestiere essendo controllato dalla Filmauro. Tutta la famiglia in CdA prende soldi e tanti dalla SSC Napoli.

Anche gestiva più o meno così, fino a quando arrivò Maradona. Che volle, fortissimamente volle, l’ingaggio del manager più importante che il abbia mai avuto: Italo Allodi.

Juve-Napoli fa impazzire.
Quattordici vittorie consecutive i bianconeri, 8 il Napoli. Nel 1987-88 con Maradona furono 7 ma fu scudetto perso con 5 punti di vantaggio a 5 giornate dal termine.
Allegri ha la miglior difesa: 15 reti subite in 24 gare, tornati ai 3 centrali di Conte. E Buffon imbattuto da 5 partite.
Il crollo dell’Inter (3 gol anche a Verona) fa del Napoli anche la seconda difesa.
Sarri va invece fiero dell’ più prolifico con 53 gol, di cui 24 solo di Higuain.
Segue la Juve a 45 gol fatti, le cui 13 di Dybala sono il miglior contributo individuale.
Tra fatti e subiti la differenza reti premia il Napoli: +34 gli azzurri, + 30 la juve.
E la differenza sta tutta nella falsa partenza bianconera: -3 punti rispetto allo scorso anno, nonostante 14 vittorie consecutive; Sarri ha invece 11 punti in più su Benitez!

L’attesa monta, la pressione di più. S’è visto contro il Carpi: tensione a mille ad offuscare la lucidità in campo.
Sarri alla fine porta a casa un’altra , 10 su 12 al San Paolo, dove solo Sampdoria e Roma hanno pareggiato e nessuno ha mai vinto.
I 2 i punti di vantaggio nello s contro diretto, offrono 2 risultati su 3 agli azzurri che possono anche pareggiare.
Ma l’impressionante marcia della Juve, alla 14a di fila, ottava consecutiva in trasferta, non era mai accaduta. Tutto cominciò il 31 ottobre nel derby. E l’Inter, che nel 2006-07 arrivò a 17, è nel mirino.

Dybala non è mai rimasto 3 gare senza segnare. Come Callejon anche Cuadrato ha cominciato a fare gol pesanti, decisivo già contro e .
A differenza di Sarri, Allegri recrimina per i 40 infortuni. Non può essere un caso. S’è rotto anche Chellini: “sarà dura recuperarlo. Come fermeremo Higuan? Abbiamo giocatori importanti anche noi”.

In 90 minuti in gioco molto di più di 3 punti: l’aspetto psicologico innanzitutto: dovesse pèerdere a il Napoli capirà che c’è poco da fare contro i bianconeri. Una con +5 di vantaggio spianerebbe il cammino verso il trionfo.
Ma subito dopo il percorso si fa immediatamente accidentato: Villareal, Milan, Villareal, !!!

Non scherza neanche la Juve che dal 23 febbraio ha in agenda, Bayern Monaco, 2 volte l’Inter ed il ritorno coi i tedeschi.

Il futuro è adesso, 5 giorni. I ricordi vanno al quando il Napoli di Maradona strappo a Platini lo scettro: ’86-’87, per vincere lo s cudeto, bisognava vincere a . Quel Napoli ci riuscì con Ferrario, Giordano e Volpe.
Sarri e un Sacchi più provinciale; Allegri sta facendo addirittura meglio di Conte… la miglior difesa del campionato ha sempre deciso chi vince il campionato.
Diffi pronosticare, spesso queste partite sono decise da episodi.
La Juve di Ancelotti nel 2000 si fece rosicchiare 9 punti dalla Lazio, quindi neanche stavolta sarà definitiva ma ci si gioca consapevolezza e autostima. Il pari sarebbe un’occasione persa per la Juve, un’iniezione di fiducia in più per il Napoli.
Di certo il Napoli non rinnegherà la voglia di giocare, non sa gestire!
La Juve sarà la solita Juventus: aggressiva e letale con il pallone tra i piedi di Dybala, inno alla gioia bianconera.

La sinfonia n. 9 in Re minore con voci e c finale Op. 125, nota anche come Nona sinfonia o Sinfonia corale, è l’ultima sinfonia composta da Ludwig van Beethoven completata nel 1824, quando era, ormai, completamente sordo.
Comunque vada, questo Scudetto arriverà dove e quando per tutti sarebbe stato diffi crederci.

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