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La finta quiete dopo il fallimento: Italia, fuga dalla verità!

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di Oscar Piovesan – Il charter che riporta la nazionale in Italia è decollato dall’area militare dell’aeroporto Galeao di Rio poco dopo le 18.40 ora locale. A bordo, con la squadra i e lo staff, anche i familiari. Balotelli, con la nuova bionda appena visibile sotto un cappellino è arrivato per primo al controllo passaporti staccato dal resto della squadra. Solo la richiesta di un paio di foto e autografi di agenti della sicurezza lo hanno distratto dalla musica che lo isolava da tutto il resto della sala imbarchi.

Tra gli ultimi a salire sull’aereo, nel gruppo dei familiari, anche Fanny. Sorridente Cassano mentre Immobile ha ammesso il suo stato d’animo: “fa male”.
Il Boeing farà un primo scalo a Milano quindi atterrerà a Roma nella tarda mattinata italiana. Gli Azzurri alla spicciolata hanno completato le operazioni di imbarco, Balotelli è stato il primo a scendere dal pullman che ha traato la Nazionale dal ritiro di Mangaratiba all’area militare dell’aeroporto Galeao di Rio de Janeiro. L’attaccante del Milan, con gli occhi bassi e un cappellino sulla testa a coprire la nuova dorata, è rimasto da solo poi si è concesso a qualche foto degli addetti aeroportuali brasiliani, firmando qualche autografo. Infine, ha pure sorriso, ma sostanzialmente è rimasto escluso dal resto della comitiva.

Sorrisi e saluti anche da parte del ct Cesare Prandelli e dell’ormai ex presidente Giancarlo , prima di salire sul volo Az8081 che, di fatto, chiude la spedizione Azzurra in Brasile.
Sul volo staff, e famiglie, tutti tranne Paletta.
Il difensore italo-argentino ha chiesto di poter restare in vacanza con la famiglia e dunque non farà parte del gruppo. Come lui, nei giorni scorsi, anche altri giocatori – tra cui Balotelli e Thiago Motta – avevano valutato l’ipotesi di rimanere in Brasile.
Ma dopo l’einazione dal , l’unico a mantenere il progetto è stato Paletta.

Regna la quiete dopo il falento, nel Portobello resort, a Mangaratiba. La struttura alberghiera, che per una ventina di giorni si è trasformata nel quartier generale della Nazionale italiana selezionata da Cesare Prandelli, è ancora circondata dalle pattuglie della policia nacional – armata fino ai denti, e con tanto di corsetto antiproiettili – che vigila fino all’ultimo sulla sicurezza di tutto lo staff italiano. Gli azzurri, che ieri sera (quando in Italia era notte fonda) sono rientrati da Natal, dopo la sconfitta contro l’Uruguay di Tabarez e la relativa einazione dal , nel tardo pomeriggio brasiliano, faranno ritorno a casa, con un boeing che decollerà dall’area militare dell’aeroporto Galeao, a Rio de Janeiro, intorno alle 18,30 ora locale (arrivo in Italia dopo 12 ore circa).
La comitiva italiana ha trascorso l’ultima mattinata brasiliana chiusa nel resort, con le rispettive famiglie, a rifare le valigie; successivamente i giocatori hanno pranzato separatamente, in compagnia dei propri cari. Balotelli al fianco di Fanny, Cassano di Carolina Marcialis e Prandelli con Novella Benini. Balotelli, prima di lasciare il Brasile, ha anche trovato il tempo per dedicarsi ad alcuni velenosi e polemici ‘cintuettìi’, palesando via Twitter la per le critiche, gli attacchi e le stazioni dei -internauti, che lo hanno indicato come capro espiatorio del totale falento della spedizione italiana. Da ore ormai è cominciato il lavoro degli addetti allo smantellamento di Casa Azzurri, anche del quartier generale al Portobello resort, dov’era stata allestita una palestra e uno spogliatoio ai bordi del campo d’allenamento, scelto proprio a pochi metri dalle camere dei giocatori. Si respira aria di smobilitazione e il silenzio che accompagna le ultime ore degli azzurri in Brasile è davvero assordante.
Il personale addetto alla logistica si occupa dello smontaggio dei pannelli e del materiale tecnico, caricando tutto su uno dei due camion che si dirigerà verso l’aeroporto. Su un altro convoglio, invece, sono stati sistemati i bagagli dei calciatori e dei loro familiari che, per la prima volta nella storia, erano stati am a un ritiro , ma evidentemente non è servito a nulla. Gli azzurri lasciano il Brasile fra rimpianti, recriminazioni, polemiche e dimissioni. Il prosegue, ma senza di loro.