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Lotito, Galliani, il calcio sporco: diritti tv e scommesse!

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di Nina Madonna - Spuntano Adriano , Claudio Lotito e la società Infront nelle cettazioni agli atti dell’inchiesta del nuovo filone calcioscommesse di Catanzaro. La loro posizione è messa in correne e riferita alle proprietà di Bari, Brescia, Salernitana e .

Ruolo Infront. “Infront è ”. A colre l’amministratore deto del , Adriano , e la società leader in nella gestione dei diritti ivi è Vittorio Galigani, ex dirigente di molte società e oggi editorialista, al telefono con il direttore ivo dell’Aquila Ercole Di Nicola. Il riferimento a ed Infront è nella stessa telefonata, nuta negli atti dell’inchiesta di Catanzaro, in cui i due parlano della presunta influenza del presidente della Claudio Lotito sul presidente della Figc Carlo e su Macalli.

Al telefono. “Dimmi una cosa – chiede al suo locutore Di Nicola – lui (Lotito, ndr) è proprietario di , Salernitana, Bari e Brescia?”. “Lui adesso – risponde Galigani – con Infront insieme a , che è un par… , hanno preso anche il Brescia. Infront è . Infront è !”. “Quindi – chiosa Di Nicola – , Salernitana, Brescia e Bari!”.

Tavecchi e Macalli. Nella stessa telefonata, si parla anche del presidente Figc Carlo e il presidente della Pro, Mario Macalli. “Macalli e sono due rincoglioniti…in mano a Lotito, che li ricatta”. Lo ha detto al telefono sempre Galigani con Di Nicola.L’istruttoria Antitrust nei confronti di Sky , Rti-Mediaset, Infront Italy e della di Serie A sull’assegnazione dei diritti tv per il campionato di calcio nel triennio 2015-2018 è “volta a verificare se siano venuti accordi spartitori fra Sky e Mediaset e se ci sia stata un’intesa restrittiva della concorrenza”.

“Serve chiarezza sulla vicenda dei diritti tv e che ci sia equità”, ha detto il er Renzi, a Porta a Porta!

Lotito nel mirino. L’ipotesi di un “accordo restrittivo della concorrenza” sui diritti del campionato di serie A 2015-2018 tra i principali operatori nel mercato della pay tv, Sky e Mediaset, “favorito dalla stessa , nonché da Infront”, è stata formulata “sulla base di alcune notizia di stampa apparse nel mese di febbraio 2015″.

Lo spiega l’Autorità Antitrust nel provvedimento in cui ha deliberato l’avvio dell’istruttoria sulla vicenda.
In particolare, a quanto si apprende, nel mirino sarebbero finite alcune parole del presidente della , Claudio Lotito: “Io, di , me ne intendo, sono quello che ha fatto prendere 1,2 miliardi alla di A, ho fatto parlare Murdoch e Berlusconi”.

Il triennio 2015-2018. “L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato – spiega una nota diffusa dall’organismo di garanzia – ha aperto un’istruttoria nei confronti delle società Sky , Rti-Mediaset, Infront Italy e della nazionale professionisti di Serie A sull’assegnazione dei diritti televisivi per il Campionato di calcio nel triennio 2015-2018, volta a verificare se siano venuti ‘accordi spartitori’ fra Sky e Mediaset. Per accertare queste ipotesi, funzionari dell’Antitrust hanno eseguito oggi una serie di ispezioni nelle sedi delle società, coadiuvati dai militari del Nucleo speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza”.

“In particolare – spiega ancora l’Antitrust – al termine della procedura per l’assegnazione dei diritti televisivi, Sky avrebbe dovuto trasmettere le partite del Campionato di Serie A sulle piattaforme satellitare e digitale terrestre nute nei ‘Pacchetti A e B’, mentre a Mediaset – che aveva presentato l’offerta più alta solo per il ‘Pacchetto D’ – sarebbero spettate le restanti partite su tutte le piattaforme. Successivamente alla gara, tuttavia, l’assetto definitivo delle assegnazioni è risultato diverso per i singoli ‘pacchetti’ in cui erano stati inseriti i diritti televisivi: il pacchetto satellitare (A) è stato assegnato a Sky, il pacchetto digitale terreste (B) è stato assegnato a Rti, mentre il pacchetto D è stato assegnato a Rti e poi da questa ceduto a Sky”. Oggetto dell’istruttoria dell’Antitrust, spiega ancora la nota, “è la possibile sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, in vione dell’art. 101, comma 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, volta eventualmente a ‘condizionare e alterare’ gli esiti della procedura di assegnazione e a escludere i potenziali nuovi entranti, in modo da pregiudicare il commercio intracomunitario. Il procedimento dovrà concludersi entro il 30 aprile 2016″.

Perquisizioni. L’ipotesi investigativa all’esame di Antitrust e Guardia di Finanza è che l’esito finale della vendita dei diritti televisivi per le stagioni calcistici 2015-2018, espletata dalla calcio nel giugno 2014, sia stato alterato da un accordo restrittivo della concorrenza. Nell’ambito di accertamenti sulla vendita dei diritti televisivi per le stagioni calcistiche 2015-2018- secondo quanto apprende l’ANSA – finanzieri del nucleo speciale Tutela Mercati, d’intesa con l’Autorità Garante della Concorrenza, stanno eseguendo ispezioni a o e Roma presso le sedi della calcio di serie A e di alcune pay-tv. Tale accordo – sempre secondo l’ipotesi investigativa – sarebbe avvenuto fra i principali operatori attivi a livello nazionale sul mercato delle pay-tv, vale a dire Sky e Mediaset. La stessa calcio, in vione di disposizioni europee – ipotizzano gli investigatori – avrebbe favorito gli accordi.