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Koula: Razzismo? Solo i bambini non lo sono!

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di Nino Campa - Kalidou Koulibaly parla blicamente per la prima volta dopo i di .
“Sono successe cose brutte, ma il sostegno che ho avuto non lo dimenticherò mai. In questo periodo sono maturato molto. Siamo tutti uguali, me lo hanno insegnato da piccolo. Tocca a noi fare un passo avanti per combattere le discriminazioni”.

? La mia famiglia mi è stata vi e mi ha fatto piacere. La famiglia è la cosa più importante di questo mondo. Poi ho ricevuto tanti messaggi di amici o semplicemente conoscenti che mi hanno scritto sui social. Sono stati venti giorni di sostegno importante ed è molto positiva”.

La strada da seguire è parlarne già nelle scuole…
“E’ una ‘lotta’ che va avanti da tempo. Non mi fa piacere esserne testimonial perché dovrebbe essere chiaro a tutti che non ci sono differenze tra le persone. Ne parlammo in una scuola a o un anno fa: è la strada giusta. Questi valori vanno insegnati da piccolo. Mio figlio già lo sa e non ne ha bisogno, ma è sempre diffi spiegare ad un bambino cos’è il . Quando lo a scuola gli altri bambini mi sostengono e questo mi fa piacere e anche ridere perché per loro è normale essere tutti uguali”.

La Francia, il paese dove è nato e cresciuto, è avanti anni luce su questo tema rispetto all’Italia.
“In Francia ci sono nato e non ho mai avuto problemi di questo tipo neppure nel mondo del . Sono cresciuto con amici turchi, senegalesi, arabi. Eravamo tutti misti ma non ci sono mai stati problemi. Anche nella ci sono tanti giocatori di colore e quello, in Francia, non è mai stato un problema. Ecco perché per me la Francia è un paese a parte. Sono avanti rispetto a noi. In Italia, quando sono arrivato, ero concentrato sul campo. Poi, quando ho capito l’italiano e cosa diceva la gente, ho iniziato a capire i primi contro i napoletani. Mi è dispiaciuto molto, è una bellissima città. Dispiace succeda questo, ci sono anche giocatori nostri che vanno in come Insigne. Bisogna pensarci due volte prima di fare quei ”.

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