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Kedira: La Juve è come il Real, perchè Pirlo non c’è?

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di Antonella Lamole - La è come il , è il messaggio di Kedira nel gionrod ella sua presentazione.
Sembra scontato, così non è. Sami Khedira, centrocampista tedesco classe 1987 arrivato a a costo zero, svincolato dal Madrid, inizia leggendo in no: “Per ora sto leggendo, ma sto imparando l’no. Vengo dal Madrid e pochi sono i nel mondo allo stesso livello. La Juve è una di questi: grandissima storia, si importantissimi, eccellente organizzazione… una grande squadra. Dove hanno giocato Del Piero, Baggio, Andrea Pirlo, Didier Deschamps, Zidane, Nedved, Michel Platini, Jurgen Kohler e naturalmente Dino Zoff. Ciò mi riempie di orgoglio. Prometto il massimo impegno per continuare la grande storia di questo . Forza , grazie”.

Poi aggiunge: “Nessuno stress con il Madrid. Ho passato cinque anni bellissimi a Madrid, ho deciso da molto tempo per una nuova sda e ne avevo bisogno per me stesso. La è una di queste sde, un grande onore essere qui, è di eguale livello del Madrid. Quindi è stata una decisione semplice, relativamente semplice. Morata mi ha raccontato come si sentiva lui, come era l’ambiente, perciò è stata solo una semplice decisione, avevo già grandi informazioni sulla Juve”.

Sulla : “Per vincere la League concorrono molti fattori, ci va una buona squadra, ci sono 7-8 squadre in Europa che possono competere per questo obiettivo e c’è anche bisogno di altri fattori, bisogna vedere come è la forma sica, la fortuna, ci sono molte varabili che possono incidere”.

Sull’addio di Pirlo: “Quando sono entrato in contatto con la non sapevo che Pirlo sarebbe andato via. Pirlo era ancora membro della squadra quando ho parlato con la , è stata una trattativa veramente veloce. Ho sempre avuto degli ottimi colloqui con il , con i dirigenti. Andrea Pirlo è un giocatore enorme, importantissimo, sarebbe stato bello giocare con lui, ma penso che sia felice della nuova sda. Bisogna sempre dimostrare rispetto a Pirlo per quello che ha fatto, ma nella Juve ci sono molti altri giocatori importanti”.

Su Ozil: “Se ho sentito Ozil in questi giorni e se può essere effettivamente l’uomo giusto per complee la tre della Juve? No, non ho parlato con Ozil”.

Sullo stato di forma e il numero di maglia: “Da ho giocato poche partite ufciali ed era importante per me arrivare qui con un buon livello sico. Ho lavorato duramente per prevernire gli infortuni, per aumene la resistenza e per dare il 100%. Questo il motivo per cui ho scelto il personal trainer, con la palla senza la palla, scatti, lavoro di corsa, lavoro atletico, forza a tutti i livello. Ho scelto il 28 perchè ho sempre avuto questo numero. Il 28 era il mio numero allo Stoccarda, che era il mio primo . Sono affezionato a questo numero, quindi il 28″.