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Juve-Napoli: il coraggio di sentirsi superiori!

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di Paolo Pasoletti - Il Napoli è vivo? Diffi dirlo… ha battuto l’Udinese subendo 2 gol, una traversa e una paratissima di Reina.
Contro una squadra che Oddo aveva annunciato disinteressata al risultato!

A 4 giorni dallo scontro diretto, ridiventato tale per il pari in Magna , Napoli e Juve sono in rianimazione.
Svuotate da una stagione massacrante, anche se con rose diverse per Sarri e , obiettivi diversi, società molto diverse.
Domenica sera alla um, arriva il momento della verità sopra per i modelli a confronto, dove la Juve ha da perdere e da guadagnare!

Lo ha detto Sarri: se ADL ha fissato i premi per la qualificazione Champions, quello era l’obiettivo. Raggiunto e da pagare.
Sarri non ha il premio scudetto in contratto, chissà i giocatori. Ma è ovvio che per il Napoli stare a -4 dalla Juve a 5 giornate dalla fine e la possibilità di accorciare a -1 è un miracolo da riconoscere a tecnico e squadra.

E’ vero, il campionato è andato avanti mediocremente fino alla seconda fase delle coppe europee; la Juve ha giocato 4 partite in più di Champions ed è in finale di Coppa Italia, mentre Sarri ha rinunciato a tutte le coppe; ma adesso bisognerà mettere ciò che è rimasto di tattica, risorse fisiche e sopra nervose, esperienza, potere. Si potere… e quello più importante sarà saper convincere i giocatori che vincere è possibile. Ben oltre la psicologica degli arbitri annacquata dalla Var e le 18 telecamere in campo che fanno le pulci a tutti.

Il Napoli visto contro l’Udinese, ma da almeno 6 partite, è annacquato. Mantenuto a galla dalla trazione anteriore, anche se Callejon, ed in parte Insigne non ne hanno più. Hamsik si conferma un mezzo giocatore, sostituito per l’ennesima volta in stile . Jorginho ed Allan annebbiati. Tanto che non si capisce come domenica Zielinsky potrebbe restar fuori. La difesa ne becca da tutti, ancora inaffidabile. Rientrerà Koulibaly e non è poco, ma all’andata a Higuain, fantasma a Crotone, bastò una mezza palla per decidere.

Domenica la posta è altissima, per uomini forti prima che per campioni. Per Allenatori che dovranno dimostrare che capire la partita live è il requisito più importante; più dei principi di gioco, dei moduli, degli allenamenti, degli integralismi. Chi saprà adattarsi meglio alla gara vincerà. O non perderà. Perchè la Juve ha 2 risultati utili su 3 e mantenere il vantaggio potrebbe bastare.

Ma non giocherà per il pareggio, uscirebbe sconfitto. Mentre Sarri può giocare solo per vincere, rischiando di perdere.

E’ l’esame più vero sopra per , allo scoperto dopo aver detto ripetutamente che questo era l’anno scudetto. Ben sapendo che la squadra non aveva complessivamente spessore sufficiente per vincerlo.
Ma il resta bellissimo proprio perchè imprevedibile come la rovesciata di Sumy. Mentre da Cr7 bisogna aspettarsela.
E’ questa la differenza: se hai top player, arriva sempre il momento in cui ti ripagano. Se non li hai vincere è un caso. Può accadere ma decide la fortuna.

Sarri protegge se stesso ed i suoi dicendo che l’obiettivo stagionale è stato raggiunto e che ora ci si può divertire.
per affermare una verità.
Chi lo racconterà ad un intero popolo domenica notte?