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Juve-Inter e l’odio Ninja: fermate tutto!

Nainggolan nudo-3-3

di Paolo Paoletti - -Inter non finisce mai! Perchè è il tutti contro la Juve che non finisce mai! Per 2 motivi: primo la Juve vince da 6 anni consecutivi e con il maggior numero di punti in serie A dal 2006, nonostante il campionato di B per Calciopoli; secondo perchè chi perde ha sempre pronta l’accusa di favoritismi a volte giustamente, a volte per strategia.

Oggi la Gazzetta titola su Elkan: “l’Inter non sa perdere anche se dovree essere abituata”; il Corriere dello Sport va su Naingolan: “odio la Juve”.

Appena qualche giorno fa l’AIC ha messo in circolazione il suo ultimo report: del calcio in aumento del 125%! Oggi l’ordine dei sti richiama tutti ad aver più rispetto per i minori, in riferimento alle immagini ed il lessico dei media.
Il quadro è pessimo: tutti pensano solo ai soldi!

I a blicare ciò che fa più vendere, portando avanti solo argomenti di interessi d’area (Gazzetta-Juve, Corriere-Roma). Calciatori, dirigenti, presidenti e proprietari clamorosi esempi di anti-sportività perchè Elkan e Najngolann l’hanno fatta veramente fuori dal vaso e andreero fermati e puniti!!!

Questo schifo è lo specchio dell’Italia: corrotta, incline quindi al sospetto, un paese dove si strumentalizza tutto e tutti per interessi personali, per i quali si è disposti a tutto ed il contrario di tutto.
Un Paese di ‘Quaquaraquà’ con la Q maiuscola, come scriveva Sciascia dalla sua Sicilia per chiarire che Il Gattopardo è insito nel nostro .

Lo sport era e resta un baluardo, il calcio sia chiaro non è più sport. Come non lo sono i troppi casi di doping elevati a Sistema in altre discipline nemo ricche ma accompagnate dai Governi per dare lustro a Nazioni e Popoli con iniziali minuscole.
Da anni è in atto un processo di deculturizzazione che propone modelli di rapantismo ad ogni costo. Il successo disumano, lontano dai riferimenti che distinguono l’essere umano: etica e morale.

Senza etica e senza morale, Darwin va verso la dissoluzione della specie e del proprio habitat. Come sta accadendo.

L’altro baluardo è sempre stato la cultura, anch’essa in ambasce: educazione ed istruzione, a tutti i livelli, falliscono perchè affidati a ‘maggiori’ impreparati e deboli, gente che va per la pagnotta abdicando alla missione che il ruolo impone.
Dove vogliamo arrivare? Anzi aiamo chiaro ed interessa a qualcuno dove siamo arrivati?

Telefonici e social, sono gli strumenti primari di questa debacle senza precedenti.
Nello steso episodio Naingolann, senza cellulare non si saree saputo nulla del pour parler del giocatore con quattro tifosi.
Sono certo che davanti ad una telecamera, il belga non avree pronunciato la parola odio, pesantissima e irragionevole.
E le parole, come i pensieri hanno un peso insopportabile.

Chi può intervenga.
Personalmente il mio danno irreparabile l’ho già subito: mio figlio Paolo, guardando una partita ed i commenti post di Massimo Mauro 5 anni fa ha deciso di non fare più sport. “Non ci credo più”, sentenza inappellabile.
E non era la Juve!

I FATTI.
A quattro giorni da Juve-Inter e le accuse a Rizzoli, le polemiche aumentano. Alimentate dai 2 club e dai posizionamenti di tutta Italia!

Nainggolan entra a gamba tesa sulla Juve. “Ho rifiutato offerte importanti, potevo andare via, tanto che me ne fregava degli insulti. Ma io sono contro la Juve da quando sono nato – ha detto il centrocampista giallorosso durante un colloquio con alcuni tifosi -. Anche quando ero a Cagliari odiavo la Juve a prescindere”. “Li odio perché vincono sempre per un rigore o per una punizione. Sono venuto qui perché volevo vincere qualcosa contro la Juve”, ha aggiunto.
Parole pesanti, che trasudano odio da tutti i pori. Nainggolan le pronuncia durante una conversazione in auto con alcuni tifosi giallorossi che lo incalzano. Tutto ripreso da un telefonino. “Avrei dato i cogl… per vincere contro di loro col Cagliari – ha tuonato Radja, riferendosi al nemico bianconero -. Allo Stadium però col Cagliari non ho mai perso”. Poi una battuta sui prossimi obiettivi della Roma: ” Se non vinciamo lo scudetto, vinciamo la Coppa Italia, ve lo dico io. Con la Lazio in semifinale le vinciamo tutte e due”. “Se resti a Roma diventi come Totti”, gli dice uno degli ultrà giallorossi. “A me non me ne frega niente di diventare come Totti”, replica il Ninja.

PIOLI CONTRO CESARI. A partire dall’allenatore nerazzurro Stefano Pioli, che nel dopo-partita polemizza in diretta con l’ex arbitro Graziano Cesari: “Mi sono arraiato perché ci sono state decisioni penalizzanti in area bianconera, anche aastanza evidenti. Mi spiace perché ci sono i modi per prendere decisioni diverse. Gli episodi fanno la differenza, noi li avevamo creati ma sono stati giudicati male. C’erano due rigori per noi, quello di Chiellini su e l’entrata in area di Mandzukic con l’addizionale davanti. Noi aiamo creato, ma le decisioni non ci hanno favorito. Le immagini credo siano chiare, Mandzukic interviene ed è rigore. C’è rammarico per un errore nostro e per altri non nostri. aveva preso il tempo per me, poi il calcio è bello per questo… Chiellini ha perso l’uomo e ha alzato il gomito per fermare , posso dirlo perché sono stato difensore. Il fallo di Mandzukic? La palla rimane lì e Mandzukic non la tocca? Va bene… Per me il rigore è netto, la corsa di è interrotta. Cesari, non so se sei meglio adesso da opinionista o se eri meglio prima da arbitro”.

MORATTI SU RIZZOLI. L’indomani dice la sua anche l’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti: “Mentre guardavo la partita mi sono arraiato pure io, ma poi… In una partita di calcio accadono tanti episodi. Certo, Rizzoli non è stato benevolo con l’Inter”.

IL GS. Lunedì arrivano le decisioni del Giudice Sportivo, che infligge due giornate di squalifica a e Perisic. Quest’ultimo espulso per proteste nel finale (“ripetute espressioni gravemente irriguardose nei confronti del direttore di gara”), mentre il capitano paga “un’espressione ingiuriosa accompagnata da gesti rivolti a un arbitro addizionale, nonché avere calciato il pallone in direzione del direttore di gara, senza colpirlo”. Oggi l’Inter ha presentato ricorso per entrambi.

LEZIONE MORATTI. Mercoledì, prima del recupero di campionato a Crotone, l’amministratore deto juventino Giuseppe Marotta ha commentato: “Sono imbarazzato. Non immaginavo che dopo una bella partita ci si potesse ancora dilungare andando ad analizzare episodi che non sono esistiti. Dico, da uomo di calcio, che in Italia dovremmo allenare giocatori, allenatori e dirigenti a una cultura della sconfitta che nel nostro Paese non esiste. In Italia esiste la cultura della polemica nei confronti dell’arbitro”.

ATTACCO ELKANN. Oggi il presidente della , John Elkann ha rincarato la dose: “E’ aastanza stupefacente che ancora l’Inter non aia imparato a perdere, dovreero avere l’abitudine adesso… E’ stata una bella partita, in cui la Juve ha meritato di vincere giocando meglio. Credo che sia importante capire bene quello che succede in campo, però anche riconoscere quando c’è un elemento di sportività”.

RISPOSTA INTER. In serata è arrivata la risposta dell’Inter attraverso un comunicato ufficiale: “In risposta alle recenti dichiarazioni apparse sui media, il Club non comprende il motivo per cui FC continui a riferirsi all’Inter, mentre la nostra attenzione non è mai stata su di loro. Il fatto che ci sia sempre così grande attenzione attorno all’Inter è evidentemente la conferma dell’importanza del Club. Aiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, cercato un confronto su quelle che riteniamo decisioni arbitrali discutibili in una partita importante per noi e per la Serie A. Il nostro pensiero oggi va però solo al futuro, consapevoli di aver fatto una buona gara a nonostante la sconfitta. Ognuno ha la propria storia, noi aiamo la nostra e ne siamo orgogliosi”. Appuntamento al prossimo capitolo di una storia infinita.