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Ivan Leotta, 19 anni, ucciso nel Kent (GB): “rubava lavoro agli inglesi”.

"Rubi lavoro agli inglesi", ragazzo lecchese ucciso nel Kent

di Mary Bridge - Sono di nazionalità straniera, “non inglesi” le persone che rimangono in stato di arresto per l’aggressione nel Kent in cui è stato ucciso il giovane di Lecco, Joele Leotta. Lo ha riferito la polizia del Kent. “Non è un incidente a sfondo razziale”, ha detto un portavoce della polizia.

L’altro ragazzo aggredito, Alex Galbiati, è stato dimesso dall’ospedale.

Ivan Leotta, il padre di Joele accusa: “L’unica cosa certa è che mio figlio è stato ucciso, che si tratta di omicidio… sul movente io non posso ancora dire nulla. Era arrivato solo una settimana fa, escludo abbia avuto il tempo di infilarsi in situazione di rischio. Mio figlio era arrivato qui lunedì 14 e il giorno dopo aveva cominciato a lavorare nel ristorante Vesuvius a Maidestone dove aveva trovato anche alloggio. Un ristorante gestito da italiani”.

“Conosco anche l’altro ragazzo aggredito con il quale abbiamo cercato di parlare appena arrivati in Inghilterra – spiega Leotta – ma è ancora sotto shock oltre che malridotto per il pestaggio subito”.

Ivan Leotta chiarisce di non avere conferme che l’aggressione abbia sfondo razzista. L’aggressione è avvenuta verso le 22,30, ora italiana di domenica sera. I familiari di Joele sono partiti lunedì in giornata appena hanno potuto. “Joele era felicissimo di questa esperienza – racconta il padre distrutto – siamo talmente frastornati che non riusciamo neppure a pensare. Ora vogliamo capire, poi vedremo: mio figlio non era uno cui piaceva attacare biga e comunque, era appena arrivato, senza il tempo per avere attriti con qualcuno”.

Il diciannovenne di Nibionno e’ stato ucciso a calci e pugni a Madistone, capoluogo del Kent. Secondo il Giorno gli aggressori erano un gruppo di otto ragazzi, tra i 21 e i 25 anni, che volevano impartire una lezione a lui e a un suo amico “perché rubavano il lavoro agli inglesi”.

Joele Leotta era andato in Inghilterra per imparare l’inglese e, per mantenersi, aveva trovato impiego con l’amico in un ristorante della zona. E’ qui che i inglesi hanno cominciato a importunare i due amici, accusandoli di rubare lavoro agli inglesi e, quando ormai i due ragazzi lecchesi erano nel loro alloggio, gli otto hanno fatto irruzione e li hanno massacrati, Uno di loro avrebbe anche usato un coltello contro Leotta. L’amico ha avuto lesioni al collo, alla testa e alla schiena: è ancora in ospedale ma sarebbe fuori pericolo.

gli amici su Fb, vogliamo giustizia – Tante parole di condoglianze, di tenerezza, ma anche di sul profilo di Joele Leotta, il ragazzo lecchese di 19 anni ucciso in Inghilterra. “Noi pensiamo sempre che all’estero siano più civili di noi… NON E’ COSI, non solo in Inghilterra ma in generale, dobbiamo toglierci dalla testa che siamo un Paese sottosviluppato”, scrive Giulia. “Bastardi, vogliamo giustizia”, aggiunge Patrizia. Sul suo profilo ci sono tante fotografie di Joele, cappellino in testa, sguardo aperto, gli occhi scuri e profondi. Appena si e’ diffusa la notizia della sua morte la pagina si è riempita di frasi e commenti. Non solo di amici, ma anche di genitori, come Loredana, che hanno un figlio in partenza per l’estero. “Mio figlio è in procinto di partire per la germania vivo con dolore la violenza subita – scrive – questi nostri figli che vogliono fare qualcosa per superare le difficoltà di lavoro in Italia”. O un conoscente che scrive in inglese. “My friends always told me “Never go to England. There’s the “italians hunting” (I miei amici mi hanno sempre detto non andare in Inghilterra, c’e’ la caccia all’italiano).

Sindaco, hanno urlato italiani di m… Il sindaco di Nibionno, nel Lecchese, Claudio Usuelli, parla di ”comunità sconvolta” dall’omicidio di Joele Leotta, ucciso a calci e pugni nel Kent, dove era andato una decina di giorni fa per studiare inglese e aveva trovato lavoro in un ristorante. Usuelli racconta che, da quanto ha appreso da ”fonti qualificate”, le nove persone che hanno aggredito Joele e il suo amico ”hanno sfondato la porta della loro camera, urlando: italiani di m…, ci rubate il lavoro”. E’ “sconvolgente”, secondo Usuelli, che “un ragazzo lasci il proprio Paese per cercare un’esistenza libera” e trovi la morte “da parte di energumeni, perché solo così vanno chiamati”. Il sindaco di Nibionno polemizza anche con le autorità inglesi che hanno avvisato con ritardo quelle italiane. “Dobbiamo prendere lezioni di efficienza tutti i giorni da inglesi, tedeschi e altri, quando, in questo caso, i carabinieri di Costa Masnaga e la Farnesina si sono impegnati al massimo per dare informazioni alla famiglia di Joele. “I famigliari sono stati informati da un’amica del ragazzo dall’Inghilterra – ha spiegato il sindaco -: solo grazie ai carabinieri e alla Farnesina sono riusciti a capire che cosa era successo. Non dagli inglesi che si sono mossi in ritardo”

Console, aspettiamo di capire i fatti – “Sono in corso le indagini di polizia e siamo in attesa di capire esattamente cosa sia accaduto” in merito all’aggressione nel Kent in cui un ragazzo di Lecco, Joele Leotta, è rimasto ucciso e un secondo ha riportato lesioni ma è fuori pericolo. Lo ha detto all’ANSA il console generale d’Italia a Londra, Massimiliano Mazzanti, che sta seguendo da vicino la vicenda. Confermando che i responsabili sono in stato di fermo, il console ha sottolineato che non sono stati diffusi dettagli sulla loro età o nazionalità: “Aspettiamo di conoscere lo svolgimento dei fatti, fino a quel momento ogni ricostruzione è illatoria”, ha ribadito. Intanto la famiglia del giovane italiano rimasto vittima dell’aggressione è giunta nel Paese ed è costantemente assistita dal personale del Consolato.