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Italia-Brasile 3-2, 27 anni fa, e fu storia!

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di Paolo Paoletti – Italia-Brasile 3-2 è stata una delle partite che hanno fatto la storia del . E della mia carriera.

Seguii Spagna ’82 in tivvù fino alla semifinale, poi la Polonia in diretta, non la finale al Santiago Bernabeu, sprovvisto di accredito!

Il Brasile fu viatico per il terzo titolo mondiale Azzurro, primo del Dopoguerra dopo le gesta di Vittorio Pozzo.
Un trionfo firmato Paolo Rossi, capocannoniere del Mondiale, in una Nazionale ad immagine e somiglianza di Enzo !

Palcoscenico il Sarriá di Barcellona il fatidico 5 luglio , 27 anni fa!

Alcuni la considerano una delle più grandi partite di tutti i tempi.
Certamente segnò l’eliminazione del Brasile, altro affronto per il popolo brasiliano che la stampa verde definì ‘Tragedia del Sarriá’.

La nazionale brasiliana si presentò al Mondiale favorita alla vittoria finale, con il cittì Telê Santana, votato ad un gioco offensivo, che la stampa aveva soprannominato futebol bailado.

Impostazione tipica del di allora in Brasile, dove veniva spesso condannato il difensivismo europeo.

“La nazionale brasiliana di oggi è la dimostrazione di come si deve giocare al : un collettivo ricco di altruismo e di movimento che offre la possibilità al giocatore brasiliano di dare il meglio di sé.
Dagli i tecnici sudamericani hanno saputo cogliere la parte migliore – la preparazione – ignorando gli esasperati tatticismi e l’eccessivo difensivismo che caratterizza il del vecchio continente”.

L’Italia si era invece presentata al mondiale dopo una stagione opaca e senza grandi aspettative da parte di stampa e pulico. Il italiano oltretutto viveva ancora gli strascichi dello scandalo del scommesse di due anni prima, che aveva coinvolto numerosi giocatori tra cui Paolo Rossi.

Quest’ultimo aveva ricominciato a giocare da poche settimane dopo due anni di , ciononostante era stato convocato per il Mondiale dal CT , tra le polemiche, al posto di Roberto Pruzzo, capocannoniere del campionato 1981-.

I giornalisti molto duri verso la Nazionale ai confini dell’irrisione, indussero a imporre il silenzio stampa, sia come forma di protesta nei confronti della stampa, sia per potersi concentrare sulle gare.

Un gol di Graziani al Camerun ci salvo dall’eliminazione nella fase a gironi. Poi tutto cambio: eliminata l’ di campione in carica, poi il Brasile dei fenomeni.
Polonia e fissarono l’impresa italiana. Campione del Mondo per la terza volta.

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