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Israele-Italia, il falso ‘negraccio’ etiope e l’addio dell’epico Carosio!

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di Paolo Paoletti - La sfida contro dice poco: le due nazionali si sono incrociate poco.
I più attenti e non più giovanissimi ricordano un episodio legato all’ultimo -, girone di qualificazione di ’70. L’episodio coinvolge Niccolò Carosio il telecronista più colorito e noto del giornalismo televisivo.
La ‘prima voce’ Rai, che nel ’34 aveva raccontato il primo trionfo Mondiale alla EIAR – la radio – finì al centro di uno che gli costò il liceziamento. Salvo scoprire anni dopo, che Carosio non c’entrava niente.

In l’ non giocò un girone brillante. Contro finì 0-0, ma il guardalinee etiope Seyoum ekegn annullò 2 reti, tra molti dubbi, agli Azzurri.
A quel punto, secondo voci, Carosio pronunciò la frase “Ma cosa vuole quel negraccio?”
Scatenando un caso diplomatico con ufficiali dell’ambasciatore etiope.
Da Roma arrivò l’ordine: alle telecronache di Carosio.
E la partita successiva dell’, che poi arriverà in finale dopo l’epico 4-3 alla , venne commentata da Nando Martellini che prese per sempre il posto di Carosio!

Quarant’anni dopo, una ricerca approfondita e pubblica in una biogra, si è scoperto che Carosio non aveva mai pronunciato quell’offesa al guardalinee etiope.
Nella telecronaca integrale rimandata in onda dalla Rai la parola incriminata non si sente mai.
E’ ipotesi che le siano arrivate dopo la partita, non dal telecronista Rai ma da un intervistato… e per giunta in radio, non in televisione.

Per tutti pagò Nicolò Carosio, che a 63 anni fu cacciato dalla Rai, dopo anni di epici racconti sportivi radiofonici e nei primi anni della televisione na.