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Io lo conosco: perchè ha detto no al Milan!

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di Paolo Paoletti - Mino Raiola lo conosco dal 1992. Mi propose Bergkamp, allora ottimo ’69!
Ciò che promise fece: in un accorsato studio notarile di Amsterdam, di buon mattino, trovai Bergkamp e un notaio che redasse un precontratto: 16 milioni all’Aiax, contratto di 3 anni al giocatore, 5% a Mino. Era agli inizi!
Ferlaino non volle rischiare, di olandese gli era bastato Rudi Krol…

Da allora, racndato da Enzo Scotti, Mino è diventato con Jorge Mendes il miglior agente dei calciatori. I club lo temono o se lo fanno amico e lo strapagano.

Non è stato così per il nuovo Milan, dove e Mirabelli non hanno fatto breccia, forse non hanno aperto il portafogli.
Mino Raiola si è fatto da solo: di Nocera Inferiore era emigrato con papà Mario, mamma Annunziata ed il piccolo Carmelo, ad Haarlem pochi passi da Amsterdam, dove il padre meccanico apre un ristorante e Mino comincia a fare il cameriere ma anche a giocare a pallone!

Smette a 18 anni, intuendo che aveva altri talenti e il bernoccolo degli affari. Coniuga passione per il calcio, conoscenza del settore giovanile dove aveva militato e si mette in testa di diventare manager. Ci riesce, non fa.

Perchè non è riuscito a chiudere bene la vicenda Donnarumma?

Certamente 5 milioni netti, per un portiere diciottenne allevato nelle giovanili rossonere, non sono pochi; ovviamente il trasferimento al Real, alla Juve o in altro Top Club europeo frutterebbe di più. A lui che ne ha guadagnati 35 portando Pogba allo United…
Sono convinto, però, che non sia solo una questione di soldi.

Credo che Raiola abbia fatto prere la sducia verso i cinesi rossoneri. Lo ha detto in tutte le salse.
Sa che la gestione del Milan è ad alto rischio, raggiunta con un debito di 300 milioni da restituire in 18 mesi. Follia.
Avverte che il di e Mirabelli ha come prima ed ultima spiaggia il pmo campionato: dovesse andar male, tutto salterebbe.
Fa concludere: perchè rischiare tanto?
rmare un contratto impossibile da onorare e come non farlo. Al di là delle gae del Sistema. Un Milan ‘fallito’ sarebbe un flop clamso, dietro ci sono gli americani, ma il rischio indubbiamente c’è.

Ovviamente per chi è abituato a trattative con zero inniti, accettare un a percentuale non è il massimo. E Mino sa che il talento di Gigio fa gola a tanti. Poteva nir meglio, questa è la vera accusa a Raiola.
Ma lui cittadino del mondo, emigrato per campare, assurto al successo per una testa durissima, diventato ricco e potente, ci ha pensato poco. Forse anche male, perchè è itativo per lui tener presente che ci sono anche i tifosi del Milan.

Caro Mino, metti le cose a posto: trova 50 milioni per il Milan cinese e chiudi in bellezza. Tu puoi…
In un addio così ci rimettono tutti.