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Inter caos: tifo imbufalito, Ausilio contro Sabatini!

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di Nina Madonna - Dura contestazione a San Siro per -Sassuolo 1-2, lunch match della 36a.
della Curva Nord contro i giocatori “Andate a lavorare, andate a lavorare”, “Indegni” e “Venduti”. Sono apparsi gli striscioni: “Stagione 2016/17: stendiamo un velo pietoso” e “Grazie Pioli! Unico ‘attore’ ista in mezzo a una squadra di indegni e a una società di comparse”. Per l’ex tecnico nerazzurro anche di sostegno da parte della tifoseria più accesa.
Intorno al 20′ la Nord si è svuotata: “Visto che il nostro sostegno non ve lo potete merie oggi vi salutiamo e ce ne andiamo a
mangiare”.

ACCUSE EDER. A fine gara Eder, autore del gol dell’1-2, ha parlato a Sport, usando toni duri anche nei confronti della società: “Anche noi ci roghiamo su questo momento difficile. Poche parole da dire, è un’altra stagione negativa. Sono arrivato nell’ultimo anno e ho trovato le stesse difficoltà che l’ ha sofferto negli ultimi 5-6 anni: se la società a inizio stagione ci ha chiesto la Champions e ci ritroviamo a lote per l’Europa League c’è qualcosa che non va. Non è questione di stimoli, ma parte tutto da inizio anno, dove aiamo cominciato tra molte difficoltà prima di una rincorsa incredibile. Dopo la forse ci siamo scoraggiati perché aiamo visto svanire il nostro obiettivo, ma è un’annata brutta”.

CHI DECIDE? “Non possiamo parlare di errori individuali, aiamo fatto tutti male e siamo tutti sulla stessa barca, giochiamo a calcio e non a tennis: ecco perché aiamo fallito l’obiettivo. Chi si sente giocatore da e vuole rese deve dirlo alla società, e così chi vuole andarsene: allo stesso modo la società deve avere la personalità di parlare chiaro, è così che si crea un gruppo. Bisogna avere la consapevolezza che una squadra come l’ non può continuare così anche l’anno prossimo. Se resto? Dipende dalla società e dal prossimo allenatore: ripeto, se la società vuole che io resti, dovrà avere la personalità di dirmelo, ugualmente se vorrà vendermi; allo stesso modo, se Eder vuole rese o andarsene, dovrà avere il coraggio di dirlo alla società”.

CONTRO . Il Ds Piero Ausilio ha parlato del presente e del dell’. “L’esonero di Pioli è stato deciso per dare una scossa alla squadra – ha spiegato a um Sport – Aiamo cercato di responsabilizzare i giocatori”. “? Ci stimiamo e ci confronteremo per migliorare l’”, ha aggiunto. Quanto a Conte poi: “Aiamo idee ambiziose, ma i migliori tecnici sono legati a importanti”.
Prima di -Sassuolo, Ausilio inizia a parlare partendo dall’esonero di Pioli. “Quando provi una soluzione estrema come quella di mandar via un allenatore a tre giornate dalla fine, cerchi di responsabilizzare i giocatori davanti a una situazione che non piace a nessuno – ha spiegato -. Nel calcio può capie, non c’è sempre una spiegazione a tutto. Io resto convinto che questa sia una squadra di qualità, ma è evidente che ci sono dei problemi di personalità”. “Quando si prendono decisioni di questo tipo non è mai bello, soprattutto quando si tratta di una persona di grandi valori come Pioli che ha dato il 100% per l’ – ha aggiunto -. Per molto tempo è andato tutto molto bene, poi le cose sono peggiorate e l’idea è stata di anticipare un percorso, quando ormai la decisione di cambiare era stata presa, recentemente, non tre mesi fa come è stato detto: è sembrato corretto nei confronti di Pioli”.

Poi sul ruolo di : “Non è una novità per me, so di questa cosa da più di un mese, prima che io firmassi il rinnovo. Ho rimesso il mio ruolo nelle mani della società perché mi sembrava giusto così visto che stavano cercando una figura tecnica. Non mi sono mai dimesso, ho solo detto che prima di firmare un nuovo contratto di tre anni, se la società avesse voluto dare a un ruolo diverso e anche all’, mi sembrava giusto parlarne. Tutto qui, non ho mai dato le dimissioni e mai le darò”. “Sono il direttore sportivo dell’ e ho firmato un contratto di tre anni. Anche sapeva che all’ c’ero io ed è una cosa che ha accettato”, ha proseguito Ausilio.

Poi qualche battuta sugli obiettivi di mercato dell’: “Accordo con Pepe? E’ un’idea, si parla di accordi e di firme ma in tà non c’è niente. A noi propongono tantissimi giocatori, Pepe ha delle qualità, sull’età dovremo riflettere ma poi conteranno altre cose, in senso assoluto: non dimentichiamoci a che età Pirlo è andato alla Juve”. “La prossima stagione dovremo rientrare assolutamente in Champions e non possiamo più sbagliare”, ha continuato il ds nerazzurro. Ma per centrare certi obiettivi, servono allenatori importanti: “Prima di tutto dovremo avere un allenatore, quindi ora è inutile parlare di giocatori. Stiamo strutturando la società, poi sceglieremo l’allenatore e poi i giocatori”. “Come si convince Conte? Non so come si possa farlo. Gli allenatori bravi sappiamo quali sono e purtroppo per noi hanno quasi tutti dei contratti importanti e lavorano per importanti – ha concluso -. Noi aiamo delle idee ambiziose, ma ci siamo presi del tempo. Vogliamo organizzarci per pore avanti un progetto ma al momento non c’è nessuno in vantaggio su altri”.