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Insigne non è più ‘prospetto’: vale scudetto e Azzurro!

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di Nino Campa - Lo ‘scugnizzo’, quello che deve ancora crescere, non esiste più!
Si è scrollato di dosso la che può tornare utile durante la partita… il limite di adattarsi ad un sistema di gioco che gli chiede anche di difendere per giocare dall’inizio!

L’Italia a ha smesso per sempre di dubitare di Lorenzo .

Oggi tutti attaccano Ventura, per averlo escluso lunedì scorso, ma quando l’ex Cittì spiegò a inizio mandato che gente come o Berardi (accostamento sure tra un campione ed una promessa smarrita) fosse fuori dal suo progetto tecnico, nessuno s’indignò!!!

Così come nessuno si faceva problema all’epoca Conte, dove la Nazionale funzionava meglio, ma si lavorara più sul presente che sul al punto che la convocazione per l’Europeo fu a furor di popolo nelle ultime ore.

non era data per scontata nemmeno la convocazione, malgrado la concorrenza nel reparto offensivo non fosse mai stata così temibile. Nei 5 anni trascorsi dal debutto in nazionale ad oggi il suo nome è stato inserito spesso in ballottaggi improbabili, mai una chance vera e propria, mai un’Italia lontanamente plasmata per permettergli di esprimere al meglio il suo potenziale: 21 partite complessive, di cui soltanto 11 dal primo minuto. Una miseria. A prescindere da chi sarà il nuovo CT, è l’Italia a che deve accorgersi una volta per tutte di Lorenzo . L’autentico trascinatore della squadra prima in classica in Serie A, quella del secondo miglior score di sempre dopo 14 giornate e che ha messo insieme 100 punti nelle ultime 39 partite e che non è né argentino, né brasiliano, né spagnolo. Bensì italiano: un campione, non un giocatore qualunque.

Facendo un paragone, come se ne potrebbero fare tanti, con Mario Gotze, l’uomo che ha deciso l’ultimo mondiale, i due risultano avere numeri simili nelle rispettive carriere a livello di : 181 partite in Serie A di Lorenzo contro le 176 in Bundesliga di Mario, 44 a 45 i , 43 a 53 gli assist. Gotze però ha giocato esattamente il triplo di partite in nazionale (63), dovendo tra l’altro affermarsi in una nazionale che negli ultimi anni ha avuto un livello medio molto più alto di quella azzurra, senza pensare a quante altre partite in più il giocatore del Bo Dormund avrebbe potuto disputare in nazionale non fosse stato tormentato da tutti quei problemi sici. Assurda la scelta di Ventura, si, ma l’ex ct non è l’unico colpevole. Il nostro ha a monte diversi problemi culturali e se quello dei troppi st può essere un alibi da bar, il tema della svalutazione anche mediatica del nostro prodotto è invece molto attuale e condizionato da un’esterolia non sempre giusticata. Che questi commenti post Napoli-Milan possano restare ben scolpiti nella nostra memoria. Che si apra denitivamente gli occhi e si paghi il dovuto rispetto ad un giocatore che da quando ha incontrato Sarri è diventato in assoluto uno dei top-player del campionato, non più soltanto un talento come altri.