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Insigne rompe col San Paolo: fischi, gestacci, no festa!

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di Paolo Paoletti - Questo 8 aprile non lo dimenticherà facilmente.
Per il difficile rap – e non è la prima volta – col San Paolo…

Non è il primo battibecco tra e i si: a gennaio 2014, durante Napoli-Lazio – allenatore – l’attaccante venne fischiato al momento della sostituzione. Lorenzo replicò chiedendo silenzio.
Sempre quell’anno, qualche mese dopo, nel preliminare di Champions contro l’Athletic Bilbao, l’episodio si ripete: raggiunta la panchina getta via la maglia e si lascia andare allo sconforto.
“Perché ce l’hanno sempre con me?”, avree detto nello spogliatoio dopo il come rivela ‘Repulica’.

Caro Lorenzo, nessuno ce l’ha con te, i fischi sono duri ma bisogna saperli accettare.
Perchè chi paga un biglietto ha il diritto di essere ‘pro’ o ‘contro’!
E’ la legge della vita, dello spettacolo, dello sport!

Beniamino dei si, il numero 24 è stato super fischiato col . L’apice del dissenso toccato dopo il momentaneo 0-1 di Stepinski, in seguito ad una conclusione sparata alta dal capitano, nell’occasione, azzurro.

Presa la fascia dopo l’uscita di Hamsik per Milik, ha iniziato una battaglia personale con tutto lo , che non ha avuto atteggiamenti positivi nei suoi confronti.
Sfida nella sfida, mentre tutto il Napoli, incluso, cercava almeno di pareggiare.
Lorenzo si è trovato contro uno stanco, ma soprattutto impaurito, dal veder sfumare il sogno Scudetto.

Dopo il pareggio col Sassuolo, il rischio di scivolare a -7 dalla Juventus è stata la Spada di Damocle sulle teste dei 45 mila di Fuorigrotta, dal rigore fallito da al 73′ minuto e il gol di Stepinski.

Un incubo per i si, contrariati dalla prestazione della squadra e soprattutto di .
Da idolo a bersaglio dei si, tra fischi e risposte. Nei gesti, non belli, ma soprattutto nelle giocate sbagliate.

Pero quell’assist all’altro polacco, quello azzurro col 99 sulle spalle, resta un raggio di luce. Basterà?
Quel “state zitti” è stato irriguardoso e fuori luogo, ma accerta che il Napoli sta attraversando giorni di e delusione.

Lo Scudetto, obiettivo di quel patto da concretizzare, è un peso enorme che non tutti riescono a portare. E Lorenzo ha perso le staffe al punto da tornare negli spogliatoi mentre la squadra restava in campo a esultare, dopo la vittoria in tremis.

ANCORA 7. Il Napoli resta a -4 dalla Juventus, a 7 giornate dalla fine e con uno scontro diretto da giocare. E provare a vincere, fuori casa, nello Stadium inespugnato. Lì al Napoli servirà essere un tutt’uno coi propri si – che attenderanno a Napoli – anche se prima di quella partita c’è la trasferta di San Siro col .
Per ricucire un rap teso tra Lorenzo e una seria che vuole ancora sognare lo Scudetto.
Anche grazie a , tra fischi, polemiche, gestacci e un assist per Arek Milik.