ULTIM'ORA

Infront ‘banca clandestina’: 130 mln al Milan!

url-2

di Nina Madonna - La bufera travolge il calcio italiano: è scoccata l’ora di Infront, advisor della Lega ma sopratutto cassaforte dei grandi , coinvolto in un’inchiesta della Procura di sulla spartizione dei diritti di e B trienno 2015-2018. C

I pm milanesi svelano come Infront aiutasse i in difcoltà economiche, ‘polmone nanziario’ per le società.
La Guardia di nanza il 24 novembre 2015 entra in possesso di un memorandum riservato per “una struttura nanziaria da izzare nell’interesse delle società di calcio”.

. Secondo i pm, Infront – guidata da Marco Bogarelli, oggi indagato con richiesta d’arresto bocciata dal gip e riportata al Riesame – di fatto era una ‘banca clandestina’: “L’analisi del partitario fornitori di Infront – scrive la nanza – ha permesso di rilevare che la società ha ricevuto fatture dai seguenti calcistici”…
L’elenco contiene 39 di e B, tra cui Inter e Milan: per 33 milioni di euro i nerazzurri, ben 130 invece per i rossoneri.

INTERCETTATO. A sostegno della tesi anche un’intercettazione del 16 novembre 2015 tra il presidente della Lazio, Claudio , e lo stesso Bogarelli. Al Bari, presidente l’ex arbitro Gianluca Paparesta, servivano almeno 500 mila euro per evitare sanzioni.
“Me stai a fa’ scoppià un casino – dice – non è possibile per 500 mila euro”. E poi: “Scade oggi, il 16, deve pagà, se no pija la penalizzazione”. Bogarelli risponde: “Ho capito”.
Lo stesso giorno Giuseppe Ciocchetti, altro ex manager Infront, dice a Paparesta: “Fammi una fattura a Infront …. Fai 460 più Iva. La fattura la fa per il secondo sponsor di maglia”.
Nelle carte spunta anche l’, per un “presunto nanziamento a Infront del gruppo Percassi (non indagato), sotto forma di sponsorizzazione del marchio Victoria’s Secret, del quale il gruppo bergamasco risulteree franchisee italiano.
La provvista erogata, 2 milioni, viene restituita dall’, il cui AD è Luca Percassi, con contratti di marketing per le successive stagioni”.

NANZIAMENTI. Secondo i PM c’è poi un terzo indizio: un’operazione sospetta segnalata dalla Banca d’Italia.
Dal primo gennaio 2014 al 21 dicembre 2015, “Infront ha eseguito pagamenti” alle società di calcio “per 11 milioni e 400 mila euro”.

Viene spiegato come dallo statuto di Infront siano previsti “l’acquisto e la vendita in Italia e all’estero dei diritti , ma non risulta contemplata l’attività di nanziamento”.

E spunta anche la testimonianza di David Bianciori, detto Scarface, coinvolto in un’inchiesta du mazzette per appalti televisivi: “Mi proposero di raggiungere un volume di 9 milioni l’anno a patto che riconoscessi retrocessioni in pari al 3%” e svela poi come furono tras dei soldi “alla Fc Bari a titolo di nanziamento”.