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Infantino, promessa seria: calcio umile, inclusivo, solidale!

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di Paolo Paoletti - Leggo con estremo esse e grande soddisfazione il messaggio affidato all’Ansa dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, in cui porta vinza all’Italia suo paese d’origine e sopra profila come dovrà essere il nuovo calcio all’indomani dell’epidemia cororus.
Una che non potrà essere cancellata per il momento in cui viene fatta e per la persona che la esprime.
Chi è a capo del calcio ha responsabilità di pensieri, parole ed opere. Quelle dettate da Infantino sono macigni, vero atto di condanna alla deregulation in cui s’è impantanato il calcio, richiamato a cambiare connotati, obiettivi, mission!

Qualche giorno fa, lo stesso Infantino, annunciò aiuti economici per i club e calciatori in difficoltà.
Ciò è un ulteriore responsabilità che impegna il Presidente del calcio ad evitare un dietro front che ne renderebbe impossibile il prosieguo di mandato.

Ogni è debito: bravo Infantino, hai scolpito i nuovi comandamenti per tornare al calcio da amare e che tutti vogliono!

“Il mio cuore italiano è lacerato dalle immagini di sofferenza terribile che descrivono i lutti che stanno colpendo le famiglie del nostro Paese. Dobbiamo pensare a portare sollievo a chi soffre, dobbiamo seguire le regole. Il calcio che verrà dopo il virus sarà totalmente diverso, più e e solidale“.

Un messaggio di speranza e vinza all’Italia e la di una di un mondo che ha distrutto la passione per lo privilegiando i ! “Tornerà il tempo del calcio e quando tornerà festeggeremo insieme l’uscita da un incubo. Oggi – spiega Infantino – dobbiamo pensare a portare sollievo a chi soffre, dobbiamo seguire le regole che ci dicono le autorità scientifiche per frenare e sconfiggere quel maledetto cororus. Applaudo al mondo meraviglioso del volontariato. Sono vicino agli eroi moderni che sono le infermiere e i medici. Mi congratulo con chi fa gesti di solidarietà per acquistare mascherine e ventilatori”.

“Una lezione, però, io per primo e voi con me dobbiamo aver compreso: il calcio che verrà dopo il virus sarà totalmente diverso, inclusivo, più e e solidale, to al territorio e allo stesso tempo più globale, meno supponente e più accogliente. Avrà un’unica cosa uguale: la gioia del gol e l’abbracciarsi per esprimere questa gioia, questa emozione. Saremo migliori, più umani e piu’ attenti ai valori veri”.

“L’Italia ce la farà perché nei momenti più duri sa dare il meglio. Io sto con tutti voi, cari amici miei”.

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