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Indipendenza Catalunya, trionfo del sì. La Spagna ora ha paura!

Catalogna:'indipendentisti hanno maggioranza assoluta'

di Carmen Castiglia – Il er spagnolo Mariano Rajoy ha reagito alle elezioni catalane vinte dagli indipendentisti affermando di essere “disposto ad ascoltare ed a parlare” con il presidente secessionista Artur Mas, ma solo “dentro la legge”, escludendo di discutere “dell’unità della Spagna e della sovranità . I sostenitori della rottura non hanno mai avuto l’appoggio della legge e da ieri sappiamo che non hanno neppure l’appoggio della maggioranza della società catalana”, ha detto

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha promesso invece un referendum sull’indipendenza della Catalogna se il suo partito arriverà al potere dopo le politiche spagnole di dicembre. nora il governo del er Mariano Rajoy ha impedito i referendum in Catalogna con l’appoggio della corte costituzionale di Madrid. Iglesias ha anche riconosciuto il cattivo risultato di Podemos ieri alle elezioni catalane: “Quando le cose vanno male, bisogna ammetterlo”.

Per Mas strada in salita Dopo la alle regionali catalane di ieri delle liste secessioniste, che hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi, 72 su 137, con il 47,8% dei voti, per il presidente uscente Artur Mas, che ha promesso l’indipendenza entro il 2017, le prossime settimane si preannunciano tutte in salita. La lista di Mas, Junts Pel Si con 62 seggi su 135 non ha ottenuto la maggioranza assoluta nel nuovo parlamento catalano, e deve quindi trattare con quella dei secessionisti di sinistra della Cup, che ha conquistato 10 deputati.

Una trattativa, che deve concludersi per i primi di novembre, quando è prevista l’elezione del nuovo presidente catalano, che si annuncia dif.

Per l’indipendentismo catalano la partita vera è quella contro il governo del er spagnolo Mariano Rajoy – il cui Partido Popular è uscito nettamente scontto dal voto catalano – e che in nome della costituzione spagnola ha dichiarato ille la prospettiva di una secessione ed è pronto a ‘commissariare’ la Catalogna.

Intanto i giornali di Madrid e Barcellona si dividono nella lettura dei risultati delle elezioni catalane, vinte dagli indipendentisti senza però raggiungere il 50% dei voti.

L’affluenza alle urne ha toccato il 77%, 9 punti sopra quella del 2012. Per il er popolare spagnolo Mariano Rajoy, protagonista di una strategia di scontro totale con Mas, il risultato delle elezioni catalane è una catastrofe. Il Pp ottiene solo 11 seggi (-8) con l’8,45% dei voti, superato dai socialisti del Psc (12,8% e 16 seggi) e la lista di Podemos (8.9% e 11). Anche per il partito dei post-indignados di Pablo Iglesias è una netta scontta. Il partito moderato anti-sistema e anti-secessione Ciudadanos di Albert Rivera, che aspira a superare il Pp di Rajoy alle politiche spagnole di dicembre, e in potenzialmente a sostituirlo, registra invece uno spettacolare successo e arriva secondo con 25 seggi e il 18% dei voti. Un’altra cattiva notizia per Rajoy in vista delle legislative di dicembre, che potreero segnare la ne della carriera politica dell’attuale er spagnolo.

Nei prossimi giorni scatterà un dif negoziato fra le due liste secessioniste per la formazione di un governo per l’indipendenza, che dovree portare secondo i piani di Mas ad elezioni costituenti e alla secessione in 18 mesi. I radicali della Cup hanno detto nora di non volere rinnovare il mandato del presidente centrista uscente, e di preferire un altro esponente di Junts Pel Sì, come il capolista Raul Romeva. La strada sarà tutta in salita per il presidente catalano, impegnato in un braccio di ferro politico e istituzionale con Madrid, che addirittura di destituirlo. La del campo della secessione ha suscitato l’entusiasmo dei sostenitori delle ‘piccole patrie’ nell’Ue.

Il segretario della Matteo Salvini ha scritto su Facebook “Forza Catalunya! Alla faccia di Bruxelles e degli Stati centralisti, che vogliono cancellare popoli, lingue, culture, identità e lavoro, c’è chi resiste e partecipa, nel nome della Libertà. Grazie!”. Soddisfatto anche l’ ministro delle nanze greco Yannis Varufakis: “Siamo tutti vittime di una crisi non necessaria. Tutte queste scosse telluriche, come questa in Spagna, devono rafforzare l’”.