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De Laurentis non vuole lo scudetto, ecco perchè!

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di Paolo Paoletti - Effimera crescita delle ultime stagioni, il Napoli resta nettamente indietro rispetto alle grandi di Serie A per i ricavi: con 131,5 milioni, De Laurentis arranca dietro l’irraggiungibile Juventus (327), (223), Inter (180) e Roma (186). Solo il ritorno in dopo 3 stagioni d’assenza permetterebbe di aumentare il famigerato fatturato cui tutti hanno sempre fatto riferimento: prima Mazzarri, poi e adesso anche Sarri!
Senza De Laurentis è un cinepresidente piccolo piccolo, come un cane che si morde la coda: lui non rischia investimenti e s’affida a fortuna e casualità.

Il ragionamento è chiaro: De Laurentis è un affarista, spende solo quanto i conti permettono al netto dei suoi altissimi compensi. Quindi è un gestore dei soldi che i tifosi, attraverso 3 vie, fanno arrivare nelle casse del club: diritti tv, botteghino, commerciale.
Nessuna strategia di crescita, nessun investimento, niente di niente…lo dimostra il grande bluff sul restyling dello San Paolo, il settore giovanile che s’allena tutto su 1 solo campo a Sant’Antimo, i troppi no di tanti giocatori e allenatori, il fatto che solo per siano arrivati calciatori di diversa caratura ed esperienza come Higuain, Rejna, Albiol, Callejon!

De Laurentis punta solo all’arricchimento personale, infatti nel 2016 la SSC Napoli ha chiuso il o con -13milioni e stranamente (!) la Filmauro lo stesso con -10. Non era successo negli anni precedenti, il che conferma che i soldi per il cinema arrivano dal calcio.

Anche nel Napoli è tutto chiaro: De Laurentis non ha alcuna intenzione di vincere! Motivo per il quale non ha comprato nessuno a gennaio. La cosa fa imbestialire chi invece come Sarri vede a portata di mano una possibilità che mai potrebbe ripresentarsi nella vita e vorrebbe coglierla. Ma era successo così anche per Mazzarri e finanche con che in più – a livello Napoli – aveva un curriculum da difendere.

De Laurentis ha beffato tutti, accusandoli poi di tradimento. Perchè?
1. COSTI. Saliti i livelli di costo gestionale – quasi tutti per stipendi prima squadra – se non arrivi secondo o terzo ci rimette.

2. RISERVE. Nel 2016, la perdita di o è stata ricapitalizzata con le riserve che ammontavano a circa 70 milioni. Probabile, ma bisogna attendere per sapere, che il Napoli abbia ripianato anche le perdite Filmauro. Abbassando la riserva a 47 milioni.

3. FUGA SPETTATORI E SPONSOR. Altre 2 stagioni così a addio mia bella Napoli: la mancanza di struttura societaria non consente di aumentare il commerciale (sponsor e merchandising); la gestione tutta sull’affare – il calcio business – negli ultimi anni ha disamorato il pubblico per cui ne risente anche il botteghino (-30% di biglietteria, solo 8.000 abbonati 2015/16); il brand, con i Formisano di turno, si è deprezzato arrivando a spopositare che Adidas è una industria vecchia per la visione del club. Mentre Lete ha disdetto di netto il contratto da main sponsor scegliendo la Nazionale.

4. PREMI. Tutti gli obiettivi fuori dai contratti individuali non hanno premi collettivi. De Laurentis promise 1 milione lordo alla rosa solo in occasione dell’Atletico di Bilbao, ma come dice Sacchi se non costruisci un’identità, i giocatori restano mercenari ben pagati, su cui non funziona la chiamata degli spiccioli all’ultimo momento.

5. PLUS VALENZE. La strategia per restare a galla è stata la scontata vendita per plusvalenze: così sono andati via Lavezzi prima e Cavani dopo. L’argentino acquistato per 7 milioni e rivenduto a 30; l’ano arrivato per 15mln in 5 anni e portato di peso a Parigi per ben 64. Le 2 cessioni al PSG hanno salvato De Laurentis consentendo di restare a galla fin ad ora. Gli sceicchi infatti DeLa li cerca eccome: avendo messo in rampa di lancio anche Higuain, come fu Cavani (104 in 3 anni) ceduto da capocannoniere della serie A.

6. IL CASO. De Laurentis si è salvato con Mazzarri prima e Sarri adesso. Con Rafa gli è andata male perchè ‘pane per i suoi denti’. Allenatori di provincia che hanno tirato il sangue dalla rape: il primo con un secondo posto assolutamente inatteso. Sarri il cui campionato ha addirittura del miracoloso, approfittando dei ritardi di Juventus e Roma, sempre a podio nelle ultime 2 stagioni. Ma aveva la squadra di migliorata da Allan e il ritorno di Rejna. Quando la fortuna si è distratta, Higuain ha calciato alla stelle il rigore che valeva – nonostante tutto – il terzo posto e la beffa di Lazio e Fiorentina in agguato in classifica. E prima una finale di Europa League buttata alle ortiche dagli azzurri.

Conclusioni. In 10 anni i. Napoli si è retto su Hamsik e Lavezzi, presi da Marino. Poi con Cavani voluto da Mazzarri.
Quindi per i 4 spagnoli arrivati con : Rejna, Albiol e Callejon dello stesso agente Quillon e Higuain convinto dalle idee di Rafa e la mediazione sui diritti d’immagine ancira di Quillon.
Mertens che Maradona avrebbe voluto nel suo Napoli, resta un rincalzo; Gabbiadini un germoglio che sta appassendo; l’unico del settore giovanile, ripreso per caso, valorizzato da Zeman a Pescara.
Di De Laurentis non c’è quasi nulla, se non – fatto importantissimo – l’aver dimostrato agli ‘imporenditori’ napoletani che il Napoli si poteva fare senza tirar fuori 1 euro. Grazie a Unicredit stimolato da Berlusconi e sopratutto ai napoletani, veri padroni del Napoli.

Come Ferlaino, De Laurentis non vuole vincere ma centrare il punto di maggior vantaggio tra entrare e uscite, rappresentato dai soldi della , garantiti dal secondo posto, possibili con il terzo. Per Ferlaino era lo stesso con la zona . Ma con Maradona, perfino Ferlaino accettò la sfida Scudetto. Perchè? Lui almeno era tifoso del Napoli!

Quella di De Laurentis è una corsa al ribasso cui il calcio italiano si è piegato, perchè tranne la Juventus, gli americani della Roma e lo stand by delle esi, è così per tutti. Tutti chi?
Lazio e Fiorentina sono schegge impazzite, così De Laurentis combatte contro le esi per un posto che fa ricchi.
Adesso volente o nolente – sia Berlusconi sia -Moratti – è stata intrapresa la strada della rinascita, legata ai diritti tv e il mega-investimento Mediaset sull’esclusiva .

Il fatto che la nascente Superlega ad invito, tenga alla larga De Laurentis, conferma tutto!!!

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