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La ’10′ dei sogni non abita più qui!

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di Paolo Paoletti – Una volta il numero 10 era quello del più forte: da Maradona a Platini, da Pelè a Zico, da Sivori a Del Piero, da Baggio a quella maglia ha fatto la storia. Oggi non è più così. E Paul Pogba è stato il primo a capirlo.

Quel numero di maglia è stato un sogno di calciatori e si.
Perchè il numero 10 è sempre stato simbolo della squadra, del giocatore che con talento e fantasia sapeva fare e far fare , entusiasmare le folle, impaurire gli avversari.

Quadi tutti che l’anno indossata hanno lasciato un segno: Edson, Omar, Diego, Michel, Al, Gianni, ma anche Antognoni e .

Il numero 10 una volta era ‘destinata’, così come la 1 era quella del portiere.
Oggi quel 10 sembra non ha più valore, ennesima ga dalle responsabilità per i calciatori che possono scegliersi il numero di maglia che vogliono.
Il ‘sogno’ della numero 10 ha lasciato spazio al marketing e così alla la maglia numero 10, dopo Del Piero indossata da e Pogba quest’anno è rimasta in magazzino perché Dybala, che ne avrebbe avuto diritto, preferisce il 21, amato e con cui è identicato.
Oppure Lorenzo che per paura del confronto con Maradona non ha avuto il coraggio che ebbe Gianfranco Zola.
La 10 è per uomini veri, che vogliono costruirsi un destino, segno di chi corre con la gloria addosso!

In quest’anno i numeri 10 latitano: non sono ‘veri’ 10. Ci sono attaccanti come Matri e Destro, centrocampisti come Hiljemark e Bruno Fernandes, esterni come Bernardeschi, Ljajic e Benali.
I 10 come restano in panchina. E Honda unico 10 classico, non la merita.
Che dire se l’unico tresta di fantasia, simbolo della sua squadra, titolare in con la 10 sulla spalle è Saponara?

All’estero il numero 10 non sta molto meglio: c’è Messi ma Cristiano Ronaldo, suo primo antagonista, ha creato CR7, acronimo più famoso del mondo, marchio di fabbrica per i social ed il merchandising.

Il calcio dei sogni non abita più qui!