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Il Professore e l’Ars Vivendi: la scuola che tutti vorremmo!

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di Paolo Paoletti – Ricordare Gioacchino Sarà, il Professore, è la cosa è più dolce che mi capita da giorni.
Il primo marzo è andato, prendendo posto nel regno degli immortali, come lo sono tutti hanno vissuto con passione offrendo agli altri parte di sè.

Il sè, che chiamava ‘me-mente’ era la sua ssa. Viaggio tra inconscio, subconscio, conscio per arrivare al super-conscio…
Indagato per anni, per tutta la vita. Prima con Hesse e Krisnamurti in compagnia dell’inseparabile amico Rocco, ricercatore-editore di testi spirituali. Poi da solo, alla ricerca della : l’Ars Vivendi.

Eravamo alle medie, 11-12-13 anni, quando ne gettò le fondamenta per noi in sezione B, della Giacomo Leopardi di Torre del Greco.
Attenzione divisa, meditazione, comunicazione renale: 3 strumenti per gestire le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva… consapevolezza e dominio di sè, motivazione, e abilità sociali.
Era la ne degli Anni Sessanta precursore di Daniel Goleman, sta americano dedito a tradurre in libri i risultati delle ricerche sulla mente con i Lama del Tibet.
Gli studenti di Giacchino, lo facevano già allora: nel minuto di silenzio con cui si apriva ogni lezione per percepire la vitalità dei nostri sensi, il contatto con ciò che ci circonda, il sè.
Mai avrei immaginato a quell’età di fare il sta: timido e introverso, com’ero. Ma compreso da lui, preso con sè. Una guida oltre le ore passate in classe. Un Professore.
Gioacchino Sarà è stato un grande allenatore. Ne ho avuto certezza nel tempo raccontando il mondo dello . Come Vittori per Mennea, Belardinelli per Panatta e i moschettieri della Devis, Giovanni Lambiase e Sergio Vatta per i Nagc, nuclei di addestramento calciatori.
Lambiase nel , dove mi sono addestrato anch’io.
Giovanni, per me altro allenatore che ha forgiato la mia vita, non parlava no; Gioacchino ne era maestro, ne fece la ‘nostra lingua’ per andare incontro al mondo. Utilizzando il latino per comprendere le radici che da forma alle menti oltre il sapere.
Ecco io, noi di quella sezione B, sperò tutti gli studenti di Gioacchino Sarà hanno imparato a vivere. A studiare come si vive, appassionandosi alla cose, alla vita che a quell’età si scopre giorno dopo giorno. Un’Arte.
Carò Prof, come dicono oggi i , non ci siamo separati ne il 1 marzo scorso, ne allora quando prendemmo il diploma di terza media.
Perchè il tuo insegnamento mi ha dato ciò per cui oggi mi batto accanto ai miei gli. Essere.
Grazie.