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Il Napoli fallisce, Carlo mente: litigi? Tutto falso!

Soccer: Serie A; Udinese-Napoli

di Ladila Moretti - Chi piange è Ancelotti. Anche se davanti le telecamere ha negato : “spogliatoio spaccato, critiche agli allenamenti, rifiuto del turn over? falso!”

Aveva un risultato solo, Carletto e pure stavolta, la settima, ha fallito la , con la miseria di 5 punti portati a casa. Insomma, ombre e fantasmi stanno sempre là, tant’è che ora l’ancora di resta il match di martedì prossimo col Genk. Match che vale il passaggio agli della Champions. Il punto, invece, se lo tiene stretto stretto l’Udinese che per un tempo, il secondo, s’è trovato sotto assedio.

Hanno genesi diverse le disperazioni del e dell’Udinese, ma sempre disperazioni sono. Tutte e due le squadre, infatti, costrette alla clausura in settimana; tutte e due inzuppate di critiche e il pure di veleni; tutte e due col cappello in mano in cerca di un successo scaccia crisi. Così diverse, l’Udinese e il , eppure con tanti simili problemi. Non v’è dubbio, il porta in campo un tasso tecnico diverso, questo è certo, ma non sa approfittarne. O non può. E se non ci riesce è soprat perché la difesa organizzata da Gotti sembra un muro senza crepe. Questione di disegno tattico, è vero, ma anche di muscoli e centimetri. E poiché il là davanti ha tutti “piccoletti”, ecco spiegate pure certe difficoltà. Il resto in casa trova le sue ragioni in un ritmo mai con le marce alte e in una brillantezza troppo spesso opaca.

Insomma, fa girare il pallone, la squadra di Ancelotti, ma se si vuole non crea mai una pida occasione per far gol. Solo un paio di tiri (Insigne e Lozano) senza mira e senza fortuna, infatti, mentre l’Udinese – probabilmente rinfrancata dal successo in – quel poco che fa lo fa con grande attenzione: si difende bene, è ordinata, stringe a dovere i cinque della terza linea, abbassa i centrocampisti, si compatta, si accorcia e, se può e quando può, cerca Lasagna con lanci di cinquanta e passa metri. O facendo scattare il contropiede, come accade poco dopo la mezz’ora (32’), quando il è troppo lento su un corner a suo favore e sfruttando un rimpallo di fortuna riparte Fofana che infila il pallone tra Koulibaly e Mario Rui e pesca Lasagna per un gol che non si può sbagliare. E che Lasagna non sbaglia, questo è ovvio.

Udinese che sorride e che invece sprofonda nei suoi misteri e nelle sue paure. Sì, il vantaggio bianconero forse è un regalo di Natale anticipato, ma è vero pure che il è moscio, non ha dentro il sacro fuoco del riscatto e pure tatticamente non s’aiuta, visto che col suo attacco di bassotti è costretto al gioco a filo d’erba e a provare ad entrare con il pallone in porta. Cosa complicata già di suo e complicatissima contro la fitta fase difensiva bianconera. E infatti, quando comincia il secondo tempo, Ancelotti prova a correre ai ripari: fuori Insigne – che aveva inciso veramente poco – e dentro Llorente per avere là davanti anche l’alternativa del cross o del lancio lungo per la testa del centravanti. E allora: Llorente al centro, un po’ più indietro, Lozano nel suo ruolo naturale d’esterno di sinistra e Callejon dall’altra parte. Il si sa, ma può fare diversamente nelle condizioni in cui si trova? No. E allora, che pressa, che va al tiro con maggiore frequenza e lucidità (due volte con Fabian), mentre l’Udinese sembra mal adattarsi al nuovo disegno azzurro, visto che ora non riesce a tappare tutti i buchi e meno che meno a ripartire.

Ma ad Ancelotti non basta. Non può bastare. E allora fuori anche Lozano e dentro Younes che dovrebbe, potrebbe assicurare più spigliatezza, più freschezza, più decisione nell’uno contro uno. E, cert’è, s’alza il ritmo e la pressione degli azzurri, E prova e riprova arriva pure il gol. Lo firma (69’) Zielinski con un sinistro dai sedici metri dopo un ping pong con . Ed è il primo gol in campionato per questo giovanotto. Giusto così. Più onesto, ora, il risultato. E più su di ritmo e di morale il che ora spadroneggia con Di Lorenzo sulla destra e Zielinski in mezzo. Cosicchè la pressione azzurra diventa quasi assedio alla porta di Musso. Il quale, però, è bravo due o tre volte ed è poi graziato da Llorente (77’) che il ravvito e comodo colpo di testa lo spegne proprio nelle mani del portiere. Insomma, si danna, adesso il per fare il secondo gol, mentre l’Udinese, che cambia Ter Avest con Pussetto e poi De Paul con Barak, si segnala solo per un paio di ripartenze però senza conclusioni. Infine nella cronaca nera di questa partita trova spazio anche Maksimovic, che non entra in campo, ma rimedia il cartellino rosso per .

TABELLINO. UDINESE- 1-1
UDINESE (3-5-2): Musso; De Maio, Ekong, Nuytinck; Ter Avest (74′ Pussetto), Fofana, Mandragora, De Paul (84′ Barak), Larsen; Lasagna (89′ Becao), Okaka. All. Gotti

(4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Ruiz, Zielinski, Insigne (46′ Llorente); , Lozano (62′ Younes). All. Ancelotti

Reti: 32′ Lasagna (U), 69′ Zielinski (N)
Ammoniti: De Paul (U), (N), Callejon (N), Fofana (U), Okaka (U), Mario Rui (N)
Espulso: Maksimovic (N) dalla panchina per al 79′

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