ULTIM'ORA

Il Napoli di Sarri batte anche Adl: sogno, no affari!

festa.napoli.lazio.2017.2018.750x450

di Paolo Paoletti - Il può vincere lo . L’ho già scritto e lo ripeto. Me ne sono convinto dopo -Lazio 4-1. Dopo la mezz’ora che mi ha svelato !
Sarà-sarebbe qualcosa di straordinario, un’impresa.
Diversa, ma pur sempre impresa, dall’epopea . Perché dopo maggio 1987 il calcio a non è stato e non sarà mai più lo stesso.

Sarri ha una media punti di 2.3, solo davanti con 2.4!
Ma il non è la Juve e non fosse stato per questo gruppo non avrebbe mai voluto esserlo.
Ecco il fattore di cambiamento: credere e volere, anche rimettendoci… fattore più forte dei conti e del di Aurelio!

Trent’anni fa non si studiavano i fatturati perché non c’era neppure l’idea di fare i conti prima.
Le rose erano standardizzate, senza regole federali, il ‘salary cap’ era imposto dal buon senso e non dalla Consob. Un calcio che non esiste più…

In condizioni diverse, a cominciare dai diritti televisivi che fanno il 60% ed oltre dei bilanci di quasi tutte le società, compreso, l’impresa che Sarri e la sua banda stanno compiendo vive una incredibile capacità: cambiare il stesso, lo status quo!

Nel patto ‘sottoscritto’ al termine dello scorso campionato Sarri, Reina, Mertens e tutti gli altri si sono presi spogliatoio, cuore dei ma sopra la società costringendo De Laurentis a lasciare – almeno per un anno – l’obiettivo stagionale, che è del proprietario colui cui spetta la linea societaria.

La stavolta l’hanno decisa loro, tecnico e giocatori: si alzano gli stipendi, restano tutti, si prova l’impresa attesa da 28 anni, ricordo tramandato per generazioni, un patto di sudore e sangue per lo .

È la rivoluzione ‘imposta’ da Sarri, costringendo De Laurentis ad accettare la modalità ista d’intendere il calcio: in un club che, da quando c’è il cine-presidente vive unicamente di autonanziamento, senza debiti, senza investimenti. Da affaristi non da imprenditori.

Gli unici ad esserlo stavolta sono Sarri ed i giocatori che invece di accettare offerte ‘faraoniche, hanno investito su loro stessi per vincere e magari poi raccogliere! Accettando il rischio e la scommessa.

Se esiste un lieto ne nel calcio, allora sarà il a vincere il campionato.
Se lo rifarà la Juventus per la settima volta consecutiva, l’albo d’oro registrerà il record dei record del calcio italiano ma non cambierà nulla.

Perché la Juve è lo specchio dell’Italia ‘gattopardesca’ che governa e cambia per non cambiare.
Lo specchio dell’immutabilità che ha allontanato dalla e dal calcio, sognando ma solo sognando il cambiamento.

Il di Sarri è il cambiamento, anche oltre De Laurentis e la sua idea di calcio .
Se vincerà la rivoluzione, cambierà anche il modo d’intendere il pallone nel nostro Paese.
Un calcio fatto per il gusto di vincere, anche contro chi paga e crede per questo di essere , di poter fare .

Forza , puoi farcela!