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La Copa dei ’10′: senza di loro, noia mortale!

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di Ipa del Mar – Neymar, Rodriguez, Benzema, Messi, Hazard, Sneijder, Hazard e l’intruso per rendimento Podolski: sono i numeri 10 delle 8 ‘quartiste’ di 2014, il Mondiale dei ‘talentuosi’ alla resa dei conti tra delusione e nuove aspettative.
Quattro europee, 4 del centro-sudamerica la grande mediocrità con 5 partite su 8 decise ai supplemeni o ai è stata vivacizzata solo rotto dai ’10′, i più attesi, i più bravi.

Leo Messi si porta sul groppone l’Argentina: fresco 27enne, segna o fa segnare. L’ultima volta Di Maria.
Leo si è lanciato: “possiamo vincere il Mondiale anchew perchè la fortuna ci assiste”. Bravo, corretto, sincero: solo per questo il sco spagnolo dovrebbe essere più disponibile. Nessuna con, le tasse si pagano ma in tempi di crisi a tutti i livelli, pagare con rido e con sanzione può base.
Per adesso Messi è bastato all’Argentina, come Diego Maradona bastò a Messico ’86. Diego aveva 26 anni, el Diez argentino e non solo di tutti i tempi.

Ne festeggerà, appena 21 il pmo 12 luglio (vigilia della nalissima del Maracanà) James Rodriguez (capocannoniere con cinque gol), superstella delle nuove stelle dalla sorprendente Colombia, che venerdì proverà a far piangere, questa volta di tristezza, tutto il .
Da sabato scorso i verdeoro stanno invece ringraziando Julio Cesar, numero 1 decisivo nei contro il . Un altro numero 1, Neuer (Germania), viste le spericolate uscite fuori area contro gli algerini, in altri tempi avrebbe indossato la “6″, quella del libero. Nonostante anche i portieri siano stati grandi protagonisti, questo Mondiale sta divertendo però soprattutto per i tanti gol, 154 in totale (2.8 a partita), già 9 di più dei 145 complessivi di Sudafrica 2010 (2.3 a partita). Quando mancano ancora otto partite, altri dati, che si aggiungono alle sensazioni di bel gioco in arrivo dal , devono far riflettere anche in rene al calcio italiano: si è notevolmente abbassato il numero della ammonizioni (2.9 a partita contro le 3.8 di quattro anni fa) e soprattutto si è alzato il numero dei minuti effettivi giocati (56.9 contro i 54 del Sudafrica).

Insomma, nonostante il caldo (“storico” il time out nell’ottavo tra Olanda e Messico) e l’importanza dei match, si gioca di più e molte volte anche bene. E secondo il presidente della fa, Sepp Blatter, c’è anche ”un successo organizzativo”. Le imminenti gare designeranno le magniche “quattro” che si contenderanno il sogno di alzare la . A meno di ulteriori e sempre più clamorose sorprese, fuori l’Africa e l’Asia, anche in questo Mondiale la squadra campione uscirà dal solito dualismo tra e Sudamerica.
Le quattro nazionali del Vecchio Continente (Germania, Francia, Olanda e Belgio) smentiscono la tesi che non sia un mondiale per europee, anzi vanno alla ricerca di una “prima volta”, di un successo nel continente americano che sarebbe in controtendenza. Sicura una seminalista che uscirà dallo scontro tra Germania (a proposito, è la squadra che ha portato a termine il più alto numero di passaggi, 2.560) e la Francia (che tira 19 volte di media a partita). L’Olanda (che ha segnato più di tutti, 12 gol) dovrà vedersela con il Cosica (solo due gol subiti, 14 parate del portiere Navas, “top” tra i numeri 1).

L’unica sda incrociata -Sudamerica è quella tra Argentina (la squadra che corre di più, con 117,5 chilometri di media a partita e che ha il miglior “passatore” del Mondiale, Mascherano, con l’88,3%) e il Belgio (protagonista negli con gli Usa della partita in cui si è tirato di più, 52 volte). Ma, senza alcun dubbio, il quarto più atteso è quello tra (David Luiz è il migliore del Mondiale, almeno secondo i parametri della fa) e Colombia (con 15 tentativi, Rodriguez è anche quello che ha tirato di più). Tra i 90 minuti sicuri, più i 30 possibili di supplemeni e l’opzione , nei Mondiali 2014 c’è ancora tanto calcio per divertirsi.