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Bluff Agnelli, il calcio non vuole pulizia!

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di Paolo Paoletti - La sentenza Agnelli, che il procuratore Pecoraro ritiene un grave precedente (ed ha ragione…), ribadisce che il mondo del calcio è e vuole restare sporco, occulto, borderline (quando va bene) omertoso!
Mafia, camorra, n’drangheta e chi più ne ha ne metta almeno da trent’anni sguazzano nelle curve con lo spaccio di stupefacenti ed ora anche armi, da sempre con il bagarinaggio e le tifoserie organizzate al soldo della malavita.

A Napoli i Misso sono tutt’uno con alcuni , collusione accertata dalla Procura della Reblica. E recentemente la Commissione Antimafia ha concluso le audizioni dei di serie A con una sconcertante relazione: calcio e malavita camminano a braccetto!

Che Agnelli abbia avuto a che fare con gente dubbia è certissimo. Che la Juve abbia ceduto a pressioni del bagarinaggio gestito dal malaffare, altrettanto. Che tutto questo vada ricondotto a quanto il tifo possa incidere e far paura in un impianto come lo Stadium è il fatto nuovo, che rilancia il tema della diseducazione sportiva imperante in Italia.

Infantino ritirando il Collare del dalla mani di Gentiloni ha detto 2 cose serie: il calcio italiano va rifondato con regole ferree; l’Italia è il paese della cultura del sospetto.
Certo e c’è un grave perchè: se come nel caso Agnelli, non si persegue mai la certezza della pena, perchè credere alla fate?

Al San Paolo un nipote di un camorrista fu fotografato a bordo campo con la pettorina dei fotografi ma dice che non ne sapeva nulla.
A Palermo, venivano dati biglietti omaggio ai mafiosi, ma Zamparini è ancora lì.
All’Olimpico ne accadono di tutti i colori tra malavita organizzata, risiduati bellici e violenza di matrice ma per fu fatta una legge dello Stato che gli consentisse di spalmare miliardi di debiti come un mutuo immobiliare!

Prima nelle foto ricordo dell’insediamento di neo presidente del , comparivano in giacca e cravatta ceffi da foto segnaletiche e perfino Mantovani preferi assumere come magazziniere un brutto ceffo capo a Marassi.

Il male è antico, ma non c’è nessuno capace di curarlo.
Perchè meravigliarsi caro Pecoraro, che Andrea Agnelli l’abbia fatta franca spendendo 100.000 euro?
Quando vedremo il intervenire come fece la Tatcher in Inghilterra?
Stavolta però da noi dovremmo vietare le Coppe europee ed i relativi incassi per indegnità dei .

Sempre ricchi, passati oggi da scemi a delinquenti!