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Il Bianconero: Leo, da leader all’addio!

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di Marco Bernardini * - Nel calcio di oggi, monitorato costantemente e spiato anche negli ani più nascosti, è difficilissimo muoversi autonomamente senza essere notati. Nel caso, poi, di un campione assoluto come Leonardo Bonucci, veterano e leader della ntus, la cosa è addirittura impossibile. I suoi recentissimi sondaggi professionali con società italiane e non, finalizzati per “cambiare casa” e confermati anche se con imbarazzo dal manager del giocatore, avranno certamente sconcertato la seria bianconera molto affezionata al suo beniamino, ma avranno anche irritato e non poco la dirigenza. Una strategia, quella di offrirsi sottobanco, che da sempre la società torinese ha ritenuto una sorta di “” imperdonabile soprat se il protagonista era un elemento della vecchia guardia.

Accadde già in passato che, per differenti motivi, alcuni giocatori di lungo corso e di grande fama bianconera avessero “tramato” per cercare sistemazioni differenti. I casi di Pietro Anastasi e di Franco Causio furono quelli più clamsi. Il centravanti si ammutinò dopo una lite con il tecnico Carletto Parola. Il fantasista pugliese ee un confronto durissimo con il presidente Boniperti perché aveva intuito di non essere più il “barone” di quella squadra. Entrambi, la stagione successiva, giocarono con una maglia diversa da quella della . Un po’ ciò che avvenne, al contrario, per Andrea Pirlo il quale dopo undici anni di Milan lasciò la sua “casa” per arrivare alla ntus diventandone uno dei leader. Sono eventi piuttosto normali, comunque, che fanno capo a cronache di divorzi annunciati.

Quello tra Bonucci e la ntus era ormai di prossima “blicazione” fin dalla stagione passata che venne caratterizzata da bliche sceneggiate in campo tra lui e Massimiliano Allegri. Quando un rap si spezza è inutile tentare di incollarne i resti. Prima o poi vengono via. Il fatto che il campione bianconero aia “cercato” il Milan non deve stupire più di tanto. Un giocatore del suo valore può e deve pretendere il meglio e certamente non può acntarsi. Avree potuto accettare la corte di e andare al . Ma problemi di famiglia gli impongono di restare in Italia. Avree anche potuto fare un regalo al suo Mattia che piange quando il T perde, ma il presidente granata Urbano Cairo non può permettersi certi lussi economici. Quindi ecco Milano e i quattrini cinesi a fare da attrazione fatale.

Immagino che indietro, ora, sia impossibile tornare anche perché la ntus non cambierà la sua linea deontologica e perché, come sostiene sempre Cairo sul caso Belotti “un giocatore deve rimanere se è felice di farlo e non per quattrini”. Leonardo Bonucci di essere felice alla ntus ha smesso da un po’. Non resta che aspettare, ma neppure più di tanto.

*da il Bianconero