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Il Barça appoggia l’indipendentismo: ultima sfida al Real Madrid!

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di Carmen Castiglia – Appoggio atteso, non scontato: il sostiene ufcialmente il referendum per l’indipendenza catalana e il distacco dalla Spagna. La notizia attraverso un comunicato ufciale pulicato sul sito del :
“El FC Barcelona informa que se adhiere al Pacte Nacional pel Referèndum, la campaña de adhesiones para recoger el apoyo de instituciones, entidades, electos, y particulares, de dentro y de fuera de Catalunya, para la celebración de un referéndum sobre el político de Catalunya”.

Quattro righe in catalano per dire che il aderisce al “Pacte Nacional per Referèndum”, e per questo parteciperà alla mobilitazione per ottenere il passaggio attraverso le urne cui, al momento, le istituzioni centrali spagnole negano legittimità.

In questo passaggio d’epoca lo sforzo del catalanismo è quello di vedersi riconoscere il diritto a passare attraverso il voto indipendentista. Grande difcoltà come sempre in questi casi: il diritto all’autodeterminazione è la parte più ardua di un cammino verso l’indipendenza, perché deve scontrarsi con il no delle autorità politiche centrali a riconoscere un’identità nazionale altra all’interno del proprio territorio. In questo sto storico-politico l’adesione del è un atto forte che prevalica lo sport, in cui la Polisportiva Barcelona ‘mes que un ’ opera!

Storicamente il blaugrana è uno degli elementi di maggior riconoscimento all’estero dell’identità catalana, formidabile strumento di propaganda. Ma ciò non ha reso più facile la pulica presa di posizione del del presidente Josep Maria Bartomeu.

A settembre 2015 le elezioni regionali si svolsero in Catalogna in un clima di referendum sull’indipendentismo. Una elettorale delle forze catalaniste saree stata una condizione favorevole all’autodeterminazione. E in quell’occasione, la posizione del fu sfumata.

A personale, e molti personaggi in vista del barcellonismo si pronunciarono in favore dell’indipendentismo. I dirigenti del preferirono non esporre l’istituzione nell’arena politica.

Ai vertici del catalano la prospettiva dell’esclusione dalla Liga pareva poco allettante, e a ciò venivano ricondotti i tentennamenti nell’appoggiare in modo chiaro la causa indipendentista. Ma a 2 anni di distanza le cose sono cambiate.

I rapporti calcistici sull’asse Madrid- si sono nettamente inaspriti, e alcune polemiche hanno spinto la situazione verso un punto di non . In questo senso ha contribuito la posizione di Javier Tebas, presidente della Liga, idee politiche di estrema destra che non ha mai nascosto il sentimento centralista e anti-catalanista, né la propria fede calcistica madridista.

In questo momento Javier Tebas è l’uomo più potente del calcio spagnolo, e la sua insofferenza verso il barcellonismo è stata testimoniata a più riprese.
In un sto del genere, la prudenza mostrata 2 anni fa dai dirigenti blaugrana era inutile.

E Bartomeu ha deciso di schierare pulicamente il , nonostante il sia in corsa per la Liga!

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