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Identità contro affarismo: DeLa non è Juve-Napoli!

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di Paolo Paoletti – Teodora Stefanova, sensitiva bulgara, dice che vincerà la ntus. Possibile!
Al mio amico Alessio Boccafusca, fotografo di Nureyev, venerdi pomeriggio a Parco Grifeo ho detto: il Napoli gioca da grande ma non è una grande. -Napoli è sfida tra identità (33 scudetti e varie…) e affarismo (80 i milioni intascati da De Laurerentis in 10 anni).
Allo Stadium sotto gli occhi del Mondo, si scontrano due visioni del calcio: quella della ntus dove l’unica cosa che conta è vincere e quella di De Laurentis – non quella della storia del Napoli e di Napoli – per il quale, sua stessa ammissione, l’importante è fare .
Aurelio, l’America l’ha trovata a Napoli, sconciatoia rispetto a Zio Dino che per conquistare Los Ageles dovette produrre Ben Hur.
Aurelio invece incarna l’unico vero successo della Filmauro, ‘Un Borghese piccolo piccolo’ film del 1977 regia di Mario Monicelli, tratto dal romanzo di Vincenzo Ce, blicato un anno prima. Vinse 3 David di Donatello e 4 Nastri d’argento.
Aurelio rispetto a papà Luigi ha vinto 2 Coppette Italia e la ancor più Supercoppetta italiana, registi e Rafa Benitez entrambi fuggiaschi dalla visione delaurentiana.
Volevano provare a vincere, dopo un secondo ed un terzo posto: mai ambizione fu più fera con benedizioni urbi et orbi che hanno segnato. è desaparecido, Benitez messo alla gogna madridista.

Ecco perchè -Napoli, come dice Rejna – unico a capirlo – è molto più di una partita di calcio per Napoli e i , tifosi e non.
Nel Dopoguerra, divenne la rivincita contro il padronato della , ma un emigrante diventato Sindaco di New York, oggi ha voluto dire al Mondo che tifa Napoli nonostante suo figlio sia un fedelissimo bianconero.
Ecco -Napoli è stata sempre la rivincita sulla fuga verso Nord, in cerca di lavoro, dignità, futuro.
Ma tutti quelli partiti con i bastimenti e le valigie di cartone non hanno mai dimenticato da dove erano partiti: il Golfo, o’ Vesuvio, gli spaghetti.

De Laurentis è nipote di commercianti di pasta: da Torre Annunziata emigrarono anche Dino e Luigi, zio e padre di Aurelio.
Volevano fare gli attori, uno divenne il più importante ‘napoletano’ trapiantato agli Studios; l’altro rientrò in Italia, scegliendo Roma per dimenticare le radici. Sempre con sogno cinema.

Il sogno di Aurelio, invece, è fare soldi: non ci era riuscito col cinepanettone lo ha fatto col pallone.
Poco importa con o senza e Cavani, con o senza il gradimento del blico, con e senza la stima dei tifosi.
Per questo De Laurentis non può capire cos’è -Napoli, dicendo di sentirsi vicino ai per la passione con cui vivono il calcio.

Che significa essere vicino?
Se chiedete a Diego Maradona cos’è -Napoli, risponderà ricordando che lui mise sotto Madama al San Paolo dopo 13 anni che non accadeva più…punizione-miracolo che Tacconi ricorderà per sempre. Ma anche il trionfo al Comunale, dopo 26 anni: quel 3-1 con Ferrario, Giordano, Volpecina dopo Michelino Laudrup, che lanciò gli azzurri incontro al primo , la storia.

Ecco perchè Higuain non potrà mai essere come Diego: dopo il 17 maggio dell’87 il calcio a Napoli non è stato più lo stesso e non lo sarà mai. Perchè i capirono cos’è vincere, che era possibile farlo anche a Napoli, che bisognava rifarlo e riaccadde con la Coppa Uefa e il Secondo.

Ecco ancora perchè De Laurentis non potrà mai essere stimato dai , che invece portano e porteranno Maradona nel cuore per sempre.
L’affarismo non è caratteristica di Partenope. Chi ha inventato la musica che ha girato e gira il Mondo non fa affari.
Chi ha fatto le Quattro Giornate, non ha paura di perdere soldi o addirittura fallire.
Chi viene visto come un privileggiato dai 6 milioni di tifosi del Napoli nel Mondo non può acntarsi di essere un parvenù (leggere significato sul dizionario…).

Il bello è che a Torino i tifosi della sanno tutto questo. E rispettano Napoli e i , al di là dei beceri cori sul Vesuvio che la stupidità degli stadi del calcio celebra senza sapere cosa dice, cosa ‘canta’!

Di tutto questo, De laurentis che ne sa?

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