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Icardi, faccia-derby: da bad boy a futuro dell’Inter.

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di Nina Madonna - Mauro , il . Con sono attesi al varco. “Io non sono un bad boy. Non lo è neanche Mario”.
I due che vogliono fare grande la o del sono a rischio: discussi, irriverenti, allergici alle regole e al buon senso, protagonisti non sempre in campo molto di più fuori…
A fare la prima mossa è Maurito: sogna un gran e un grande futuro. Per il momento gli è data l’opportunità di una grande vista. Leggiamo…

Ti sei consacrato nell’anno più importante della tua vita, anche privata?
“Chi ha fatto la storia dell’ come Zanetti o Milito è consacrato, io sto ancora iniziando. E’ stato il mio primo anno, ho fatto il meglio che potevo fare anche a causa dell’infortunio. L’anno pmo ripartirò da zero e inizierò un nuovo anno al meglio”.

Hai rischiato di non farcela.
“Non mi aspettavo questi 8 gol. Quando non stavo bene, e sentivo troppo male per la pubalgia, non riuscivo nemmeno a camminare. Ho fatto il meglio per recuperare e aiutare la squadra”.

Per tutto sei un bad boy come
“E’ quello che dice la gente, ma di sicuro non sono un bad boy, sono sempre a casa con la famiglia, non sono certo un bad boy. Anche Mario non lo è, la gente può parlare bene o male, come tutti. Siamo personaggi pubblici, possono ammirarci, criticarci o parlare bene”.

Per Thohir sei incedibile, come Kovacic pilatri del futuro.
“Certo, fa piacere che il presidente parli bene di me e Mateo. Ma noi dobbiamo dimostrare tutto sul campo non a parole”.

Com’è il rap col mister?
“Buono, non ci conoscevamo, all’inizio abbiamo avuto una buona chiacchierata e lì è iniziato un buon rap”.

Quindi non è vero che non fa giocare i giovani.
“Non è vero. Io e Mateo siamo i più giovani e stiamo giocando. Magari Mateo all’inizio giocava un po’ meno, ora sta giocando un po’ di più, ma il mister non ha problemi coi giovani”.

uomo-?
“Speriamo, sarebbe bello. Giochiamola, poi diremo qualcosa secondo il risultato”.

L’ è a un passo dall’Europa, il è decisivo per l’Europa.
“Lo vogliamo perché è l’obiettivo di tutti, per noi è una cosa bella. Vogliamo arrivarci, mancano 3 partite e dobbiamo farle al 200 per cento”.

Sarà l’ultimo per tanti che hanno scritto la storia dell’. Pronto a raccoglierne l’eredità?
“No, all’inizio si è detto che fossi l’erede di Milito, ma per fare quello che ha fatto lui manca tanto. Lui e Zanetti hanno scritto la storia dell’, mi hanno aiutato tanto, Zanetti è stato il primo con cui ho parlato, io e Diego giochiamo nello stesso ruolo e mi ha sempre aiutato a fare bene”.

Una promessa ai dell’.
“Non devo fare promesse, ma solo quello che fanno tutti i giocatori… dare il massimo per l’”.

Come finisce domenica?
“Non lo possiamo sapere”.