ULTIM'ORA

Carcere Hoeness: dimissioni dal Bayern, no appello. C’è la Merkel?

Initiative "Geh deinen Weg"

di Marco Innocenti - Uli Hoeness va in carcere: 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’evasione fiscale di 27 milioni di euro.
Il presidente del Bayern Monaco ha deciso di dimettersi dal club e rinunciare alla richiesta di appello nel a suo carico.
Dietro questa decisione ci sarebbe la pressione della Merkel tirata in ballo dai media come confidente di Hoeness sulle leggi per l’espatrio di capitali.
“Il Bayern è stata l’opera della mia vita e lo rimarrà sempre”, ha detto accettando la sentenza di primo grado.
“A questa squadra meravigliosa e alle persone che ne fanno parte, rimarrò legato in altri modi fino a quando vivrò. Ringrazio di cuore i miei amici personali e i si del Bayern Monaco per il loro sostegno”.
E’ atteso un del Bayern di Monaco che esce con una immagine distrutta dalla vicenda del suo presidente ed ex calciatore.

LA STORIA.
Uli Hoeness era stato già arrestato il 20 2013. Rimesso in libertà pagando una cauzione di 5 milioni di euro. In un primo tempo si doveva presentare alle autorità due volte la settimana, poi la restrizione venne sospesa. Nello scandalo che ha coinvolto il presidente del Bayern si aggiunge un nuovo clamoroso particolare, rivelato dalla Süddeutsche Zeitung, che dimostra la gravità della sua posizione giudiziaria.

L’uomo più potente del calcio tedesco riuscì a salvare la poltrona senza gravi conseguenze in una vicenda che assunse, a pochi mesi dal voto, anche una forte caratterizzazione politica. Il suo conto cifrato in Svizzera, con cui ha sottratto 20 milioni di euro al tedesco, diventò argomento forte nella campagna elettorale. L’opposizione alla coalizione-Merkel bloccò l’accordo raggiunto dal governo di Berlino con la Svizzera per tutti coloro che invocano severità contro gli evasori e i paradisi fiscali.

LA MERKEL. Hoeness ex campione del mondo del 1974 non è solo un popolare dirigente sportivo, manager e industriale di successo. Era diventato un esempio di onestà apprezzato per l’impegno sull’integrazione e la solidarietà. In varie occasioni aveva ricevuto la proposta di entrare in politica. Il mondo gli si è invece rovesciato addosso e sono in molti a ricordare frasi che hanno ora il sapore della beffa…” Aumentare le tasse non serve a niente. Alla fine i ricchi andranno in Austria o in Svizzera”, disse in un talk-show televisivo. Angela Merkel, con cui i rapporti erano molto amichevoli, si dice ‘delusa’ dal suo comportamento.

L’ADIDAS. Tutto iniziò con le rivelazioni del settimanale Focus: indagini sul conto segreto, il tentativo fallito di autodenuncia e il pagamento di 6 milioni di euro. Sempre la Süddeutsche Zeitung ha rivelato che il ‘numero 1′ dell’Adidas, Robert-Louis Dreyfus, morto nel 2009, versò nel 2000 all’allora direttore generale del Bayern una somma di 5 milioni di marchi – restituita – destinata a speculazioni finanziarie.
Un anno dopo l’Adidas entrava nel Bayern Monaco con il 10% delle azioni.

LA SVIZZERA. e polemiche politiche sono state alimentate anche dalla storica vicinanza tra il Bayern e la Csu, partito cristiano-sociale che detta legge nel Land.
“È una ingannare il ”, denunciò il liberale Jörg-Uwe Hahn. Il candidato cancelliere socialdemocratico Peer Steinbrück annunciò battaglia sul caso-Hoeness in caso di condanna, aggiungendo di avere sempre apprezzato “il suo impegno sociale e i suoi risultati imprenditoriali”.
Joachim Poss, vice capogruppo della Spd, rivelò che i liberali volevano “proteggere i loro grandi elettori, come Hoeness, che nascondevano al i loro milioni in Svizzera.
L’accordo fiscale con la Confederazione elvetica era stato firmato dal governo Merkel. Se ratificato anche al Bundesrat – la camera alta dove l’opposizione ha la maggioranza – avrebbe liberato dai guai il 61enne successore di Franz Beckenbauer.

I MEDIA. Hoeness ebbe una dura reazione contro giornali e per l’0eccessivo risalto mediatico dato allo scandalo. Tenne duro sulla presidenza del Bayern già certo della vittoria nella Bundesliga e prossima alla finale della Champions poi vinta.
“Ho commesso un grave errore, cui sto riparando”, disse a Sport . Anche il tecnico Jupp Heynckes lo difese, parlando di “problema privato”.
Dopo il bavarese, Heynckes si ritirò. Il Bayern prese Pep che sta dominando la Bunde ed è ai di Champions.
Comunque finisca la stagione è certo che il Bayern ha perso il ruolo di moralizzatore del calcio, che pure ha svolto con successo negli ultimi anni!