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Hillary, vittoria storica: prima donna alle Presidenziali!

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di Italo Lamela - Con l’inattesa schiacciante che si prola in California, lo stato piu’ popoloso, ricco e culturalmente influente degli Usa, e il bersaglio piu’ grosso con i suoi 475 delegati, di questo ultimo super tuesday delle presidenziali, Hillary suggella trionfalmente la conquista di una storica nomination, la prima di una donna nei 240 anni della democrazia americana.

La Clinton ha dato una convincente dimostrazione di forza e di superiorità nel Golden State – con il 39% dei scrutinati guida 60,1% a 38,0% . seppellendo denitivamente le velleità di Bernie Sanders di un ribaltone alla convention di luglio, con un cambiamento di fronte dei superdelegati.

Hillary ha vinto non solo in California ma anche in tre degli altri cinque Stati chiamati al voto (New Jersey, New Mico e South Dakota) cedendo a Sanders solo il Montana e il North Dakota (caucus). Un nale di partita che non lascia adito a dui, tanto che gia’ in serata il presidente Barack Obama, ormai pmo a dare il suo endorsement al suo segretario di stato, ha telefonato ad entrambi per unire ora il partito. Giovedi’ vedra’ Sanders, che pero’ questa sera, pur ribadendo di voler impedire l’elezione di Donald Trump, ha annunciato che la sua lotta continuera’ sino alle ultime primarie a Washington Dc e poi alla convention.

Al Brooklyn Navy Yard di New York, i fan dell’ rst lady sono andati in delirio e lei ha sprizzato felicita’ e orgoglio, tendendo nuovamente la mano al senatore del Vermont e attaccando il suo rivale Donald Trump. “Grazie a tutti, aiamo raggiunto una pietra miliare, e’ la prima volta nella storia della nostra nazione che una donna sara’ la candidata di un partito importante”, ha esordito “La di questa notte non e’ di una persona sola, appartiene a generazioni di donne e di uomini che si sono battuti e si sono sacricati e hanno reso possibile questo momento”, ha proseguito. Poi si e’ complimenta con Bernie “per la sua straordinaria campagna”, per aver portato al voto milioni di nuovi elettori, soprat , per “il dibattito vigoroso sulle ineguaglianze”. Ma l’ rst lady ha sferrato anche un nuovo al “divisivo” Trump, “caratterialmente inadatto a fare il presidente e il commander in chief”. Ma il tycoon ha gia’ dato fuoco alle polveri del duello.

“Questa sera chiudiamo un capitolo di Storia e ne apriamo un altro”, ha esordito vantando a suo modo anche lui un merito storico per aver raccolto un numero record di nelle primarie repulicane. Poi si e’ lanciato a testa bassa contro i “fallimenti” di Obama, contro gli “errori” di Hillary, “estensione dei disastri di Obama”, colei che ha “trasformato il dipartimento di stato nel suo hedge fund privato”. E contro i Clinton, che hanno “trasformato la politica dell’arricchimento personale in una forma d’arte per se stessi”. Il tycoon ha promesso altre accuse contro l’ coppia presidenziale lunedì pmo ma per ora appare in difcolta’. Anche se stasera ha vinto i sei stati con percentuali sopra il 67%, nel partito sta crescendo la protesta per le sue dichiarazioni contro il giudice cano dell’inchiesta contro la sua universita’, unico vero ostacolo nella sua corsa alla Casa Bianca. Commenti deniti “razzismo da manuale” dallo speaker della Camera Paul Ryan, che sta facendo acrobazie per non spaccare il partito. Ma alcuni governatori e senatori gia’ hanno annunciato che non voteranno piu’ per il magnate.

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