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Higuain, Cavani, la storia: Diego riuscì!

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di Paolo Paoletti - Higuain chiama Scudetto e Champions, lancia la sfida a Totti, vuole essere come Diego Maradona. Troppo e tutto insieme, suona falso!

Un obiettivo è un desiderio scritto con l’inchiostro dell’ambizione e costruito sulle fondamenta dell’azione. Ha un senso grazie ad un perché ed è realizzato attraverso un come. Per essere tali devono esprimere segni concreti, un tempo definito, una misura raggiungibile.

Chi è Totti lo dicono i suoi numeri. Ci si può mettere nella scia di Maradona quando il Napoli avrà fatto qualcosa mai fatta prima, di straordinario. Diego al Napoli è tutt’ora il miglior cannoniere con 113 gol, ha vinto 2 scudetti, il primo storico dopo sessant’anni di attesa, la prima Coppa Uefa, una Coppa Italia con 13 vittorie su 13 partite – oggi è una coppetta da niente. Nei 7 anni napoletani ha vinto un Mondiale nell’86 in Messico e nel ’90 ha eliminato l’Italia propria al San Paolo, perdendo la finale per un rigore inventato per la Germania.

Questi sono i termini di paragone che si è posto Gonzalo Higuain. Si puo?
Dopo appena 7 partite e 4 gol, è certamente presto. Una sbruffonata da evitare. Per non restare sepolto dalla delusione nei possibili tempi bui.
Innanzitutto Higuain resterà a Napoli 7 anni? Cioè…perchè è venuto?

Gonzalo è qui solo per Mister 64 milioni. A Parigi, Cavani sta soffrendo un po’ Ibrahimovic. In 9 partite di Ligue 1 ha segnato ‘solamente’ 4 gol e servito un assist. Segna ogni 144’, contro Ajaccio, Natnes, Valenciennes, Tolosa. In Champions League in 2 partite porta la media al 50%, sbloccatosi subito nel 4 a 1 contro l’Olympiacos.

Abituato ad essere un idolo a Napoli, prima ‘scelta’ di Mazzarri e dei tifosi, a Parigi è tra i tanti… Ibra, Lavezzi, Verratti. Forse per questo l’avvio è sotto le aspettative, ed anche per la scelta di Blanc di utilizzarlo in un ruolo defilato. Ma i 104 gol di Cavani a Napoli, saranno difficile da migliorare per tutti. Un primo scoglio sopratutto per Higuain.

Gonzalo prepara il suo ritorno in Roma-Napoli, venerdì 18 ottobre. Deciderà lunedì, le sensazioni sono buone. Sfida dura, la prima seria in campionato contro Totti, un mamma-santissima della serie A.
Higuain assicura che il Napoli lotterà fino in fondo per scudetto e Champions League…

Racconta: “Sto bene. Lunedì verifichiamo. Credo che ce la farò. Roma-Napoli è importante, nulla di più, di definitivo. Ci sarà modo per ricredersi, comunque vada”.

Un passo indietro: ”Sono venuto perché il progetto mi piaceva. Ringrazio De Laurentis e Benitez per aver puntato su di me. Sono venuto per vincere, siamo in condizione di lottare alla pari per lo scudetto, di tenere testa a chiunque in Champions.
Ecco Diego: ”A Maradona sarò grato per sempre. Ora capita di sentirsi saltuariamente, ma lui ha sempre belle parole per me: leggo dei messaggi che m’invia attraverso i social network, le dichiarazioni. Ciò che è stato Diego per l’Argentina e per Napoli è scontato, so cosa ha rappresentato”.
Ma il Napoli è Napoli: “Ne ho parlato con Lavezzi e Campagnaro: mi spiegarono come si sta in questa città: Eppure Napoli è stata capace di sorprendermi, di andare oltre il racconto dei miei due amici. Ci sono arrivato preparato, perché questa squadra l’ho seguita da bambino: c’era passato Maradona, non potevo non essere interessato al suo destino. E mi informavo, vedevo come si poteva all’epoca. Ho continuato a farlo negli anni. Non potevo pensare che un giorno sarebbe toccato a me. Ora sono qui e immaginare di vincere dove c’è riuscito solo Diego dà una carica particolare”.

Appunto solo lui. Napoli chiede cose uniche. Higuain almeno lo sa!