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Hamilton come Fangio, Vettel ‘nero’ sul podio!

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di Flor Berenguer - A dieci anni dal primo successo, arrivato a bordo della McLaren, Lewis ha calato il pokerissimo al termine di un’altra stagione dominante con la Mercedes.

Il britannico eguaglia il mito di Fangio: aritmeticamente campione del mondo di per la quinta volta nella sua carriera e con due gare di anticipo.

Gli è bastato un complicato quarto posto in , dove ha vinto Verstappen al termine di una gara che si è inammata nella seconda parte.
Ferrari a podio: secondo. Raikkonen terzo.

Sfortuna Ricciardo, si ferma ancora quando era davanti a Seb

Per le Mercedes non è stata una gara facile a causa della gestione delle gomme (anteriori segnate sin dall’inizio), ma anche per la prudenza messa in pista da Lewis che non doveva rischiare di andare oltre il settimo posto per ottenere aritmeticamente la con due gare di anticipo rispetto alla ne del .

Un che il 33enne britannico ha meritato di vincere, al netto degli errori della Ferrari che pure hanno determinato un’inversione di rotta dopo la gara di Monza.

In ha vinto Verstappen. L’olandese della ha dominato per quasi un weekend, circuito cucito addosso al team anglo-austriaco, anche grazie a quel grip meccanico che ha favorito i Tori in un circuito piazzato a 2.200 metri sul livello del mare.

Si era illuso di salire sul podio anche Daniel Ricciardo, il poleman di Città del , che si è dovuto fermare ancora una volta – l’ottava – in questa sua travagliata ultima stagione alla (dal 2019 alla Renault).

E la Ferrari? In gara gagliarda del tedesco, che alla partenza ha rischiato ancora per un piccolo contatto con Bottas, ma è riuscito a tirare fuori il meglio dalla SF71 H.

Restano tanti, troppi rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.
E ci sono ancora due gare, Brasile e Abu Dhabi, per rendere meno amara la stagione.