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Grand Hotel Conte: Mi voleva Sir Alex, voglio una Nazionale-club.

Sevilla FC v SL Benfica - UEFA Europa League Final

di Romana Collina - Dopo l’addio alla Juve, Antonio Conte ha sfiorato la . Lo ha rivelato il Cittì in durante ‘Grand Hotel Chiambretti’. “Chi mi ha cercato poi ha preso un allenatore che guidava una nazionale”, ha svelato… “Voglio far diventare la Nazionale una squadra”, dice deciso Conte, parlando dell’avventura azzurra.

“Questa è una sfida a livello personale, diventare allenatore dove di solito devi selezionare è stimolante”, insiste. Ma per Conte la panchina dell’ non è così comoda: “Rimarrò? Io vorrei lavorare e ora lavoro molto poco sul campo. E’ un cruccio che mi porto dentro e lo esterno quando chiedo gli stage”.

Poi ci sono i singoli. E Conte non usa il fioretto per descrivere le difficoltà incontrate finora: “Quanta psicologia ci vuole con per portarlo agli ? C’è da lavorare, non solo su di lui, ma sulla testa di tutti i calciatori per far loro capire le cose. A volte le sussurro, a volte le grido”.

“Cosa faccio tutto il giorno? Mi rompo le scatole? Sono coordinatore delle nazionali li, mi interesso del settore le, porto avanti delle idee e di suggerirne altre per i ”, ha poi spiegato a Chiambretti.

Poi il capitolo Juve: “Ancora innamorato della Vecchia Signora? No, io sono innamorato di tutte le squadre, compreso il visto che lì ho l’amicizia con Petrachi con il quale ho giocato nel Lecce. Tra noi due c’è una simpatia. Adesso che non sono più alla comunque a guidare macchine della t anche perché è lo sponsor della Nazionale. E comunque mio padre ha sempre avuto macchine della t…”.

Infine una battuta su Cassano: “Antonio ha detto 4 volte no alla ? Se è successo nei miei tre anni, i lo hanno cercato a mia insaputa. E’ un ottimo giocatore, un fantastista, ma abbiamo spostato il nostro interesse su altri obiettivi”.